Dal 2002 al 2005 "Avventure d'Egitto" e poi fino al 2012 "Come stai? Benin!". Dal 2013 sono a Roma e dal 2018 lavoro come assistente per una congregazione di suore missionarie. Nel frattempo sono diventata Insegnante Feldenkrais e Insegnante Mindfulness.
giovedì, marzo 17, 2016
Crescere
Stanotte ho sognato che perdevo i denti. Non uno o due ma tutti in blocco, come fosse una dentiera. All'inizio mi disperavo, mi tastavo le gengive nude e continuavo a cercare di rimetterli dentro ma senza successo. Poi alla fine me li mettevo in tasca e mi dicevo, ciccia, vado in Romania! Vedi che le pubblicità su Facebook servono...
Forse la cosa è stata ispirata dal fatto che nel pomeriggio in un negozio avevo assistito a una scena triste di un anziano, per altro non vecchissimo, che straparlava al commesso, fermo ma gentilissimo, che poi ci ha detto che lo vede tutti i giorni, più volte al giorno e sempre con la stessa domanda.
Nel resto del sogno avevo a che fare con viaggi e spostamenti in bus e a piedi, come al solito, e anche con una bella nidiata di gattini, non usuale ma sempre piacevole. Dicono che perdere i denti è un segno di crescita. La mia preghiera di oggi è: Dio fammi crescere e non solo invecchiare!!
Nella foto dettaglio di dipinto di vecchia del Giorgione.
domenica, marzo 13, 2016
Co-housing
Oggi ho avuto un altro incontro con una persona interessata al co-housing. Sempre più mi sembra di capire che il co-housing ha più chances di funzionare se le persone sono unite non solo dal desiderio di vivere in comunità ma da una passione comune. Vedi per esempio le esperienze rurali, di ritorno alla natura che riuniscono spiriti simili su un periodo lungo e in generale funzionano. Anche lì vedo che mediatori e facilitatori diventano la norma per regolare i rapporti tra i partecipanti ma mi sembra che ci siano delle motivazioni forti nelle persone e che quindi fanno di tutto per farlo funzionare. Invece il co-housing cittadino tanto per non stare soli mi sa che va a finire come un condominio dove tutti vogliono i diritti e non i doveri. La mia idea del co-housing si va definendo e oltre a biblioteca, cinema e lavanderia ora vedo in comune anche una piscina e soprattutto una piccola spa, con saune e jacuzzi.
Nella foto suggerimenti al co-housing in spagnolo
giovedì, marzo 03, 2016
La natura aborrisce il vuoto
Stanotte ho fatto un sogno, di cui ho dimenticato tutto, ma che al risveglio mi ha lasciato con dei bei ricordi. Ogni volta che si perde una parte importante della propria vita, una persona cara, in qualche modo la vita restituisce e ti insegna qualcosa. Anche se prima non si può proprio sospettare cosa. Quando è morta mia sorella a 20 anni io piano piano ho imparato a ballare. Lei era ballerina provetta, classica e moderna, e io una frana totalmente scoordinata ma con gli anni, e con l'Africa, mi sono allenata un bel po' e sono addirittura arrivata a ricevere complimenti per come ballo. Pochi anni fa che è mancato mio padre ho comprato con l'eredità una piccola casa a Collalbo. Avevo scoperto questo villaggio montano grazie a una cara amica bolzanina, e parlandone per caso in delle conversazioni con mio padre lui se ne uscì che ci andava da piccolo. All'epoca, negli anni 20 del '900, si saliva con una cremagliera e i bagagli venivano a parte col carro di buoi. C'era solo un bell'albergo, che c'è ancora, dove era stato ospite anche Freud, con cui suo nonno aveva condiviso gli studi alla Salpetrière con Charcot. Dopo la sua morte ho trovato un'occasione per un piccolo appartamento alla cifra giusta e ora dalla terrazza guardo le stesse montagne che vedeva lui cento anni fa. E così via riflettendo ho ripensato al perso e al guadagnato e a come Dante aveva ragione sul contrappasso, ché spesso tra ciò che si perde e ciò che si ritrova esistono strani collegamenti e sincronie.
Nello foto la scrivania a cui mi siedo tutte le mattine
giovedì, novembre 26, 2015
Il principio del piacere
Nella teoria psicanalitica classica, il piacere smodato dell'età infantile, il tutto e subito, viene nello sviluppo sostituito dal principio di realtà, che si adatta alle circostanze per ottenere ciò che può e quando può. Mai definizione fu più triste. Il concetto della realtà, di un piacere adattato alle circostanze, è chiaro e vero ma la sua definizione lo svilisce e lo rende grigio e poco invitante di fronte al tutto e subito solare e senza limiti dell'infanzia. E' come rinchiudersi nella caverna dopo essere nati al sole. Questo per chiedersi se è possibile provare quel piacere senza ieri e senza domani anche dopo che tanti ieri e tanti domani sono passati. Prima di tutto ringrazio Freud ma mi rivologo oggi ad altre ispirazioni. Negli anni non ho mai smesso di essere affascinata dalla psicologia, dalle teorie che venivano, spesso dall'America, a contraddirsi o a svilupparsi l'un l'altra. E poi dalla filosofia e da varie religioni, perchè alla fine sono questi i terreni dove si riflette su come vivere bene. Vivere bene io qui e ora, vivere bene io e le persone che amo il più a lungo possibile, vivere bene nella comunità, vivere con onore e dignità, vivere lasciando un segno, vivere non lasciando tracce nel mondo, vivere cari agli dei, vivere come un albero, vivere leggeri come una piuma. Vivere bene con il piacere di esserci. Essere capace di percepire e assaporare questo piacere. Come quasi tutto nella vita richiede attenzione e pratica e quindi il mio proposito, che si può anticipare per l'anno nuovo, è essere più attenta e praticare assiduamente più eros e meno thanatos. Ieri ho cominciato bene andando allo psico-teatro di Cristobal Jodorowsky.
Nella foto una palma da datteri perchè chi pianta datteri non mangia datteri.
lunedì, novembre 02, 2015
2 Novembre
Non sono riuscita a ottenere una stanza per me e sto lavorando in un grande open space con una scrivania in fondo alla sala affiancata da altri impiegati come me. Il tipo di lavoro è vago ma siamo all'aperto, in una atmosfera estiva. Cerco di rubare l'ombrellone alla mia vicina di scrivania che si è alzata, ma un altro vicino mi blocca. La scrivania è completamente vuota, niente carta o penne o computer: l'atmosfera abbastanza fannullona. I bagni come al solito allagati e con acqua che cola dapperttutto, una costante dei miei sogni. Mi alzo e vagando nella sala vedo una specie di bancone tipo bar e mi siedo sullo sgabello, vicino a me la mia capa del Benin mi dice che il bar è chiuso perchè stanno facendo una seduta spiritica. Io le rispondo "stanno disturbando i morti" e in quell'istante arriva al bar mio padre, come era a 50 anni, ancora grande e forte, e senza esitare un istante mi butto ad abbracciarlo felice di vederlo e di sentirlo e piango nella sua spalla come quando ero piccola. Sento benissimo la sensazione fisica dell'abbraccio e di lui che mi abbraccia ed è perfetto e piango di felicità per averlo lì e di tristezza perchè non c'è più. Mi sveglio nel mio letto con i miei due gatti vicino e ancora le lacrime agli occhi. Buon giorno dei morti.
mercoledì, ottobre 28, 2015
Reminder: cose da fare in caso di depressione
Certo dipende dal grado di depressione in cui mi trovo; in alcuni momenti l'unica possibilità è ritirarmi sotto le coperte... ma se invece non sono proprio sprofondata ho trovato beneficio nei seguenti punti: 1. la natura, quindi passeggiare, contemplare o anche solo guardare in foto o filmato; 2. l'attività fisica associata alla musica. Di qualsiasi tipo dal camminare al ballare al fare le faccende domestiche, che poi dà tanta soddisfazione avere anche la casa pulita; 3. la musica a ripetizione, a cominciare da musica leggermente depressa per progredire su toni più elegiaci e poi epici e finire con una bella canzone cantata ad alta voce; 4. vedere persone. Le attività precedenti si riferivano a cose solitarie ma il vedere persone, sopratutto che non siano troppo al corrente del mio umore o che non ci facciano troppo caso, mi aiuta a spostare i pensieri su altre cose; 5. lavorare, cosa non facile per una disoccupata ma non impossibile se si includono anche le idee e preparativi per eventuali lavori; 6. profumi e cibi, accendere incenso, comprare al mercato all'aperto, preparare piatti speziati, scegliere un tè profumato; 7. un bagno caldo. Se invece sono sotto le coperte ci sono ancora alcune cose che posso fare : 1. ritornare al corpo, ovviamente non in caso di malattia ma se sto fisicamente bene ricordarmi che stare bene è la cosa più importante e che le vaghezze delle mente sono come nuvole nel cielo del Giappone*; 2. ricordare le cose belle passate tipo i viaggi e le mille cose fatte; 3. fantasticare su cose belle anche se completamente immaginarie; 4. pensare alle cose belle future e a tutte le cose che rimangono da fare realmente, tipo pulire bagno e cucina, fare lavatrici, pulire le piante, e da li via in salita, per aspera ad astra! * detto zen, nella foto il Tempio d'oro a Kyoto
sabato, ottobre 24, 2015
Camper per single
Questa ansia delle case costruttrici di camper di fare entrare minimo 4 persone anche in piccoli veicoli comincia proprio a essere fuori dal mondo. Ma quando verrà in mente a qualcuno di loro di farsi furbo e proporre camper per single? Oramai siamo una categoria numerosa e a volte anche sufficentemente ricca. Certo gli amanti di camper non saranno milioni tra in single ma ce ne sono e purtroppo non trovano veicoli adatti. Io per esempio vorrei un piccolo bus come nella foto ma ovviamente vorrei mettere un arredamento più decente e spazio per qualche libro. Quindi care officine di camper vi lancio qualche idea: camper basici con letto 100x200, WC e possibilmente doccia, cucina minima e trasportabile all'esterno, spazi per libri e possibilità di usare lampade decenti al posto di quegli orrendi faretti. Le lampade, come altri oggetti decorativi dovrebbero avere la possibilità di finire in contenitori sicuri durante il viaggio, in modo da non essere sballottate nell'abitacolo. Un'altra cosa carina sarebbe la possibilità di svuotare completamente il camper e cambiare arredamento e disposizione. Io ci vedo bene un tappeto, lana d'inverno e cocco d'estate, qualche mobile e oggetti non di plastica, un caro gatto o cane a fare compagnia. Insomma, ben pensato potrebbe veramente diventare una casetta mobile per avventurarsi in comodità e confort anche in età avanzata. Io tengo d'occhio la Helix che fa camper personalizzati e spero che un giorno mi organizzo abbastanza da arrivarci con un mio progettino...
Expo Milano 2015
Reduce dalla seconda esperienza come volontaria Expo constato che oramai la fiera universale si è trasformata in un gigantesco esperimento antropo-sociologico. Spero che i professori universitari abbiano spedito i loro studenti a osservare e analizzare il fenomeno perchè è notevole. Al contrario del periodo di giugno, distintosi dal caldo asfissiante e da scolaresche scalmanate, questo periodo di ottobre è stato molto più interessante. La ressa si è generalizzata e grazie a temperature più basse tutti i visitatori erano più pimpanti. A correre non erano solo le scolaresche ma oramai anche le famiglie e gli anziani cominciavano lo sprint appena passato il tornello e continuavano a passo di granatieri fino a scontrarsi con le prime file. La cosa interessante è stata che nonostante i record di entrata, fino a 270mila persone al giorno, e agli spaventosi affollamenti sia nelle strade principali che nelle file oramai chilometriche, non si sia verificato neanche un atto di aperta aggressione tra i visitatori. Parecchi erano abbacchiati dal non poter entrare nei padiglioni più gettonati e alcuni digrignavano i denti pesantemente di fronte alle resse, ma non ci sono state colluttazioni o risse notevoli. Secondo me questa cosa è veramente notevole e il fatto che ressa, caldo, freddo, fatica e frustrazione non degenerino in agressione è un punto a favore della civiltà. Civiltà che forse è solo rassegnazione, o forse dovuta al fatto che comunque i visitatori Expo sono comunque già di provenienza piuttosto civilizzata, oppure legata all'abbondanza di cibo che sicuramente rincuora... chissà, sarebbe interessante leggere delle analisi non solo basate su opinioni ma su ricerche.
lunedì, agosto 17, 2015
Misteri di Facebook
E' interessante vedere come i vari post di FB trovano o meno conferme e da chi. Per esempio una posta una frase "intelligente" e esce un like da persona che non vedo da molti anni. Poi una posta questa fotina di un Ikea hack, cassettiera Malm decorata con fiori, e subito ne escono una decina di like e commenti sia da amici vicini che da lontani e che non vedo da molti anni. E anche io devo dire metto like e commenti in modo del tutto irrazionale, premiando gatti e cavolate da una parte e dall'altra ignorando completamente cose che pure mi interessano ma mi dico non è che uno può mettere like proprio tutti i giorni no? Il positivo è che veramente si possono seguire tutti gli amici e conoscenti in giro per il mondo ma assolutamente non si può considerare il feed di FB in nessun modo come una vera conversazione, nè prendersela con gli altri per il fatto di essere ignorati. E' proprio solo una finestrina su una parte di mondo, e probabilmente dovrei starci molto meno.
giovedì, agosto 13, 2015
Vanità vanità
Grazie a un orrido ascesso alla mascella, in seguito a estrazione del dente del giudizio, sono rimasta chiusa in casa per una settimana. A parte i primi giorni di dolore e infiammazione poi ho esitato parecchio a uscire perché ero orrenda e con la faccia deforme. E insomma nella pizza dello sconforto e della noia mi ha fatto quasi tenerezza questa mia vanità nel non volermi far vedere più brutta del necessario. Comunque non c'è nulla come un evidente malattia per attaccare bottone dal giornalaio o al super. Anche dopo l'incidente di gennaio l'avevo notato, sia in carrozzella che col bastone si trova in generale più comprensione che fastidio. L'umanità resiste.
Nella foto il tatuaggio all'henné fatto per coprire la cicatrice sul polso.
mercoledì, agosto 12, 2015
Senza quartiere
A volte penso di abitare nel quartiere sbagliato di Roma. L'altro giorno sono andata in un cinema pariolino con dei cari cugini un pò fasci e persino loro si guardavano intorno un pò stralunati, che facce! Vedo cose interessanti che si fanno in quartieri lontanissimi... ora ho scoperto l'Appio Latino grazie a una serie di amici di amici, e poi l'Appia e la Casilina, la Portuense, praticamente altri mondi. E infatti spostarsi a Roma da un quartiere all'altro è come cambiare città, se non altro per il tempo impiegato, il traffico e il casino. A chi sta a Roma nord tutta la parte sud sembra offrire un'altra vita. Sarà che l'Appia arriva a posti di mare bellissimi e ha subito un'atmosfera vacanziera. Mi chiedo se potrei vivere meglio in quei quartieri o se è solo che l'erba del vicino è sempre più verde. Comunque nelle mie ricerche sui siti immobiliari, uno dei miei passatempi preferiti, vedo delle belle piccole proprietà sulla costa verso il sud che fanno veramente venire voglia di trasferirmi per sempre!!
Cose da fare la notte
Sarà la vecchiaia o un periodo ma la notte dormo poco e quindi mi ritrovo a dover passare del tempo che prima mi era sconosciuto. Subito penso a Leonardo che aveva dei ritmi sonno veglia di 3-4 ore e quindi lavorava di giorno o di notte senza fare differenza. Ponendomi questo alto obiettivo comincio dal basso e finora mi sono dedicata alle seguenti attività: mangiare, quindi camomilla o gelatino; il sudoku, per quando in realtà voglio riaddormentarmi in tempi brevi; guardare video su youtube, che devo dire si rivela una miniera di vecchi video e cose originali per cui ci possono passare veramente ore andando dalle serie tv ai concerti ai discorsi, al karaoke, etc. Mi sto chiedendo se cominciare a fare attività informatiche di tipo relazionale, tipo chat o commentare su facebook e passare la notte a comunicare con sconosciuti su argomenti vari. Mi chiedo se è meglio farlo con la mia identità o creare un avatar all'uopo, che mi permetta eventualmente di sganciarmi senza ripercussioni. Finora nulla mi ha tentato ma in effetti ci sono molte cose interessanti e potrei trovare o altri nottambuli locali o stranieri su altri fusi orari.
Al momento la maggior parte delle mie attività sono comunque a letto o casalinghe, ma mi piacerebbe arrivare a un punto in cui potrei uscire di casa. Mettermi una tuta e andare a passeggiare in quelle ore in cui veramente non c'è quasi nessuno. Mi chiedo se devo portarmi dello spray al peperoncino e ripenso con nostalgia ai tempi in cui ventenne giravo la notte con le amiche fino a tardi senza pensarci. E dire che erano gli anni di piombo e quindi non proprio tutto tranquillo...
Nella foto gatti yakuza
domenica, marzo 22, 2015
Nostalgia
In questi due anni a Roma l'unico pensiero durevole, in mezzo a molti altri che andavano e venivano, è stato quello di andarmene. Preferibilmente in camper, sicuramente a contatto con la natura, allontanarmi dalle luci della città e godere del verde e dei tempi e suoni naturali. In collina e non troppo lontano dal mare sarebbe l'ideale, ovviamente in un clima caldo. Mi manca la terra sotto i piedi, gli insetti in casa, gli animalini in giardino e la luce di un vasto cielo. Ne ho le tasche piene di cemento, di cielo attraverso i palazzi, di rumori e odori cittadini. E anche della pressione della multitudine urbana, senza volto e senza contatto. Immagino che se avessi un feeling con la città riuscirei a trovarmi una nicchia e adattarmi ma nonostante l'ovvia bellezza non riesco ad affezionarmi. Mentre rimango a mollo in questa situazione sospesa comincio a pensare a un possibile progetto in altri lidi. Seguo il movimento degli ecovillaggi, le iniziative di cohousing, i mille gruppi fb del ritorno alla campagna per capire meglio cosa voglio e come arrivarci. Consulto mappe e siti immobiliari alla ricerca della mia piccola Shangri-La. E' un viaggio nella mia testa e nelle mie emozioni che spero poi si trasformerà in una bellissima avventura. Nella foto il cielo sopra Cotonou.
venerdì, marzo 20, 2015
Un anno dopo
Un anno fa scrivevo di un articolo che dovevo fare per l'inserto donna dell'Osservatore Romano. Ecco qua il link
Era molto lungo e lo hanno tagliato ma rende molto bene il senso del lavoro che si sta facendo giù.
Nello stesso post parlavo del Festival della Creatività che in effetti anche quest'anno si fa a fine maggio ad Ariccia.
Tutti questi link perché ho appena scoperto che si possono inserire automaticamente!!
E quindi ne approfitto e ci metto anche il link della webcam di Collalbo con la mia adorata casetta in primo piano dietro la chiesetta di Kematen.
E direi che per oggi può bastare. Sto riflettendo sul fatto di cambiare il titolo del blog per adattarlo alla mia situazione corrente, che non è per niente Benin!
sabato, aprile 19, 2014
Heidi a Collalbo
Mi fa tanto Heidi andare dal contadino a comprare il latte fresco, appena munto e ancora tiepido! Mi ricordo che mi è successo solo un'altra volta, molti anni fa ad Anacapri. Da bambina fui portata a visitare "la campagna" a pochi minuti di cammino dal paese, dove vicino a un orto c'era una stalla con due mucche. Mi diedero il latte direttamente dal mestolo e mi ricordo che il calore è la cosa che mi colpì di più. Forse perchè a casa il latte era nel frigo e quindi mi immaginavo che era sempre freddo. Qui a Collalbo salgo i pochi metri che mi separano dalla fattoria di fronte e la contadina è lì che munge, verso le sei di pomeriggio. Oggi c'era suo figlio, grande e grosso con la tuta che stava ancora mungendo. Il latte costa 50 centesimi al litro ma io ho solo una bottiglia di coca-cola da mezzo litro e pago 25 cents. Il primo acquisto post-pasquale sarà una bottiglia specifica per il latte di fattoria. Me la immagino tipo borraccia, con un collo largo in modo da poterla pulire bene tra un acquisto e l'altro. Nella foto, fuori alla mia finestra stamattina alle 9.
mercoledì, aprile 16, 2014
Farmacia Vaticana
Oggi sono andata per la prima volta alla Farmacia Vaticana. E' una bella occasione per entrare nelle mura e visitare, un pochino, l'interno dello stato. Oggi c'era un traffico terribile, con le macchine in fila per le stradine interne, forse perchè si avvicina il weekend di Pasqua? Comunque anche se affollato è molto bello, con i palazzi altissimi e molti alberi. Le guardie svizzere poi sono in divisa invernale, molto meglio di quella da arlecchini. Purtroppo la mia spedizione non è andata a buon fine in quanto la farmacia non vende "questo tipo di prodotti", cioè ansiolitici. La farmacista me l'ha detto pure con un'aria un pò schifata, tipo non vendiamo prodotti per pazzi. Che cavolo di politica è? Cercavo un medicinale francese, tipo Lexotan ma con un dosaggio diverso che in Italia non si trova. Alla fine sarò costretta ad andare fino a Parigi. Nella foto guardia svizzera in divisa blu.
lunedì, aprile 14, 2014
Power walking
Su suggerimento di un'amica ho cominciato a fare la camminata veloce. Alzarmi la mattina non è un problema e camminare mi piace ma devo ammettere che mi sento un pò ridicola a mettere la tuta e a uscire quando tutti gli altri sono in giro per andare al lavoro. Li invidio molto con i loro vestiti e cartelle professionali. Anche io ero così! Comincio a capire quelli che corrono con uno scopo tipo raccogliere soldi per beneficenza o correre una maratona. Quello che mi manca è un obiettivo chiaro e che abbia senso. Qualcosa oltre al fatto che il movimento per sé ha senso per il corpo, perchè lo spirito si annoia parecchio. L'altro giorno sono andata a vedere la mostra del National Geographic che ha moltissime foto di spedizioni di montagna e regioni artiche. Certo un obiettivo scientifico è un'ottima motivazione per muoversi e affrontare disagi. Nella foto l'Ammiraglio Robert Peary, nella sua spedizione al Polo Nord.
lunedì, aprile 07, 2014
Capri, avant le déluge
Gli amanti dei bei tempi andati, cioè tutti quelli che come noi sono sopra i cinquanta, si scambiano nostalgicamente foto e cartoline di come era il mondo, e come erano loro, prima del diluvio. Anche con la guerra, senza elettricità e malati di polio si stava meglio quando si era giovani, al di là dei dettagli dell'epoca. I giovani invece fanno come noi alla loro età, sono ignari di ciò che li aspetta, indifferenti agli avvisi dei matusa e soprattutto immortali. Tra i nostalgici si individuano due filoni, quello delle foto di quando si era giovani e belli, e quello di foto di quando ancora non c'eravamo ma è evidente che coloro che ci ha preceduto erano più civili, umanisti, socialmente e ambientalmente responsabili, etc. etc. Nella foto la marina di Capri, immagino fine '800 primi '900. Oggi è una bolgia impossibile e cementata. Si stava meglio quando si era di meno.
domenica, aprile 06, 2014
Frida
Sono andata qualche giorno fa a vedere la mostra di Frida Kahlo alle Scuderie e mi è piaciuta molto. Anche l'allestimento non è male con pareti che richiamano i colori forti dei quadri, molto mexican. Ho trovato Frida molto bella. Bella nella sua tenacia di fronte al dolore fisico e nella sua ostinazione a tenersi baffi e monosopracciglio. Sempre abbigliata come per una festa in costume, con strati di vestiti e scialli e corone di fiori e foulards e gioielli. I quadri sono generalmente interessanti e pieni di storie. Mi hanno ricordato un pò il Doganiere per la natura dipinta foglia per foglia e con mille tonalità di verde e personaggi che ti guardano e ti raccontano. Mi è piaciuta questa passionalità, questo tenere alle cose e alle idee, questa caparbietà di stare in vita e circondarsi di persone.
giovedì, aprile 03, 2014
Fiera e basket
Passato bel weekend a Milano a Fai la cosa giusta!, fiera dell'equo e solidale dove per una volta si vedono tante cose interessanti e innovative. Poi si spera che ce la facciano... tanti piccoli agriturismi, associazioni di viaggio alternativo, cosmetica naturale e ovviamente tanto tanto cibo a cui non mi abituo mai. Ero con lo stand di Naturaequa, che esporta i prodotti del Benin e per cui ho anche partecipato a una piccola presentazione del progetto. Nel casino delle fiera la gente andava e veniva, si sedeva per pochi minuti e ripartiva ma è stato bello parlare del progetto e ricordare le persone di giù. C'erano amici venuti da Bolzano, Torino e tanti altri posti, un bell'incontro. E poi una sera sono andata ad assistere alla partita di basket della nipote in una scuola di periferia dove hanno corso come matte per un'ora e mezza, complimenti! E abbiamo pure vinto.
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