domenica, agosto 16, 2026

Il tempo passa più lento

 

Il tempo passa più lento quando non si fa niente.

Grazie a una vertebra rotta ho passato tutto giugno chiusa in casa. Computer e televisione, interrotti solo il weekend dai giornali cartacei che continuo a comprare, mi fanno compagnia. Qualche libro e tanto sudoku. Ho dovuto rinunciare alla settimana di campeggio al mare con Danila, che abbiamo rimandato a settembre. Dita incrociate.

Per fortuna a metà luglio sono riuscita ad andare a una bellissima settimana a Vallombrosa con la Scuola di conduzione in Psicosintesi, dove ho passato gli esami e vado al secondo di tre anni di studio.

Al ritorno dalle foreste toscane mi sono chiusa in casa a svangare luglio e agosto bollenti grazie all'aria condizionata. 

Esco la mattina per il lavoro e poi a stento faccio la spesa e torno a rifugiarmi in casa. Persino Filino esce meno, che è dire tutto.

Ancora non sono riuscita ad andare a fare ordine a casa di mamma. Febbraio, marzo, aprile e maggio sono passati senza registrarsi, a giugno è cominciato il caldo e non riesco a immaginare di muovermi. Ogni tanto vado a prendere una piccola cosa, per mantenere un minimo di progettualità, ma sono ancora lontana da risultati... 

Su alcune cose ho rinunciato a capire, me stessa, il tempo che passa, i miei sentimenti. Vado in automatico sulle cose che devo fare e le altre scorrono con, incredibilmente, pochissimo attrito. La quantità di cose che non si "devono" fare è vasta. Non si capisce la portata fino a che non si smette di farle... Da un lato questo chiarisce quali sono veramente i "doveri", gli impegni che veramente vogliamo prendere con noi stessi e la società in cui viviamo. Dall'altro è chiaro che non fare delle cose può non avere conseguenze immediate ma alcune cose alla lunga si accumulano e alla fine il conto arriva tutto insieme. 

Quindi bisogna evitare di accumulare troppe cose necessarie, tante piccole cose da fare tutti i giorni che sembrano non importanti al momento ma alla fine danno un senso, un percorso. Per me sono soprattutto cose legate agli altri. 

Purtroppo ho anche dovuto cambiare medico di base. Dopo padre e figlio, adesso passo a una dottoressa sconosciuta ma vicino casa. Voglio vedere se riesco a prendere la mia salute un po' più sul serio. Non troppo, ma un po' si.

venerdì, aprile 17, 2026

Il tempo passa più veloce

 

Mia mamma si è spenta il 5 febbraio e dopo un paio di mesi mi sembra che siano già passati anni.

Lo scorrere del tempo cambia col tempo. Forse dovuto anche al fatto che in questi ultimi anni questo processo di invecchiamento-malattia fosse diventato quasi indistinguibile da una lunga morte. Che Dio mi guardi da una tale lunga sofferenza. Se c'è una cosa che ho visto sia in mio padre che in mia madre è che questa vecchiezza estrema toglie qualsiasi facoltà di decisione e si rimane inabili, e anche molto ignari, nelle mani di coloro che ci stanno intorno e che si spera siano il più gentili e pietosi possibile.

Il mio tempo a questo punto diventa solo mio e questa strana sensazione di libertà riapre la possibilità a qualcosa di diverso. Altri impegni, altri studi, altri viaggi... 

In questi ultimi anni mi sono dedicata sempre di più alla Psicosintesi e ho dovuto abbandonare l'insegnamento del Feldenkrais e della Mindfulness che continuo ad applicare solo a me stessa o integro nelle mie attività di Psicosintesi. 

Per la Psicosintesi oltre al centro di Roma mi impegno con il Gruppo alle Fonti dell'Istituto a Firenze, che si occupa della gestione della casa, dell'Archivio e della Biblioteca. Un lavoro di grande impegno ma fatto con un gruppo di persone straordinarie e che permette di incontrare studiosi da tutto il mondo. Un vero regalo per me.

La strada verso Fiesole, dove c'è l'Istituto, è un luogo a metà tra città e campagna, pieno di verde e con aria pura, e mi sta facendo venire sempre più voglia di uscire dalla città. Il mio problema è che avendo vissuto in campagna ne conosco i lati negativi, freddo becco in inverno e il dover prendere l'auto per caffè e giornali. E diventando sempre meno mobile  non posso staccarmi troppo da edicola e farmacia... 

Bisogna essere realistici. 

Avendo ben presente il concetto di finitezza e le possibile costrizioni dovute all'età sto veramente pensando alla strategia migliore per godere il più possibile i prossimi 10-15 anni e poi cominciare a ritirarmi il meglio possibile verso gli 80. Sperando nella "kindness of strangers" per tutto quello che viene dopo. Inshallah!