domenica, luglio 28, 2002

Eccomi di nuovo quasi in partenza per Sohag. Stasera ultima cena con take away cinese e domani in stazione alle 7 per vedere se trovo un biglietto o se viaggio in piedi. In realtà poi non si viaggia mai in piedi in quanto il treno è pieno alla partenza ma dopo un'ora c'è la prima grossa fermata, a Beni Suef, e un sacco di gente scende. Da li in poi è tutto un scendere e salire e il massimo che mi può capitare è che devo cambiare posto perchè arriva uno con la prenotazione. Ma mi consolo con l'ottimo servizio, vassoio breakfast, te caldo e bibite fredde, e con un'aria condizionata che rende il tutto molto più sopportabile. Oggi mi sono sfiancata per recuperare un pacco spedito da Papa' con libri e dvd. Finalmente è arrivato ma non recapitato a casa e quindi sono dovuta andare a prenderlo all'ufficio centrale di Dokki, qui vicino. Però non sapevo l'indirizzo e le spiegazioni tra tassisti e passanti sono state approssimative e quindi ho scarpinato per mezzora sotto un sole cocente. Stavo a sveni'! Come forse sapete questa zono è preda di una "heat wave" e si more di caldo. In casa riesco a mantenere i 33° ma fuori si va dai 38 in su. La notte si dorme con i ventilatori a palla. E in queste notti anche con i tappi per le orecchie visto che hanno cominciato dei lavori di costruzione nel plot vicino e ovviamente lavorano la notte dalle 22 in poi.
E quindi per adesso è tutto. Da domani non so bene quando potrò fare un'altra bloggata ma spero presto di darvi notizie e del lavoro, che è interessantissimo con una ricerca inziale in tutte le comunità dove lavoreremo, sia dei miei viaggi per antichità locali. In realtà mi conosco e c'è una buona probabilità che il weekend lo passo tra il letto e il divano ma siccome ho pochi libri non dispero di dover trovare altro da fare e quindi spingermi per ruine. Un saluto a tutti, continuate a mandare messaggi che li trovo sempre.

venerdì, luglio 26, 2002

Mi spiace ma per il momento da Sohag proprio non riesco a bloggare. Un collegamento internet c'è negli uffici della ong nostra partner locale, ma funziona veramente troppo lentamente e a stento riesco a fare l'e-mail. Adesso sono al Cairo per motivi di banca, ho aperto un conto a Sohag e devo fare un versamento e quindi devo venire apposta. Spero di poter arrangiare per fare dei versamenti automaticamente senza venire al Cairo ogni volta. Perchè la verità è che una volta che mi stabilisco liggiù sarà difficile poi muovermi. Si viene presi dal ritmo lentissimo del Nilo e dei suoi prossimi abitanti e se veramente ci si dedica molto forse si riesca a non perdere tutto il giorno tra attese e meeting lunghissimi e inutili. Inoltre al momento siamo sempre sotto scorta di polizia e quindi ulteriormente ritardati dai vari poliziotti che si devono dare il cambio e avvertirsi via radio di dove andiamo e quando torniamo. Molto poco James Bond e molto più Stanlio e Ollio, sopratutto per la stazza dei polizziotti che non ha mezze misure o cicci coi baffi o magrolini, ma sempre con radiolina e pistoloni. Una farsa di Far West. La prossima volta che vado giù la mia prima preoccupazione sarà di andare al comandi di polizia e ringraziarli gratamente per la loro protezione ma forse d'ora in poi non ne avremo più bisogno no? Speriamo bene.
Per il resto non sono proprio vicinissima all'Osiereion, è a circa 50 km da Sohag, ad Abydos, ma sto decisamente pensando di inserirlo in una gita di weekend. In particolare volevo andare anche a Luxor, sito archeologico per eccellenza. Pare che il caldo anormale di questi giorni, 46°, si stia attenuando a già ad Agosto dovrebbe essere meglio. Se proprio non si può uscire mi godrò la vista del Nilo dalla mia terrazza. Proprio oggi prima di partire abbiamo fatto il primo trasloco nella nuova casa e io e jessica dovremmo stabilirci li lunedi o martedi. Insomma niente più albergo e cimici ma brezza di fiume e cieli stellati!! E sopratutto basta mangiare al ristorante della polizia ma d'ora in poi sane zuppe casalinghe e piatti di pasta, che perfirtuna si trova anche qui. Per oggi basta ma prometto che ora che sono al Cairo questi tre giorni cerco di scrivervi tutti i giorni. Baci

venerdì, luglio 19, 2002

Et voilà!! Ho messo anche il Giappone la sera prima di partire per Sohag. Domani 7 ore di treno verso il sud, l'Alto Egitto, costeggiando canali e una striscia di verde coltivato molto bella. Ovunque asini e contadini in galabya. A vedersi dal treno bellissimo, sotto il sole immagino una pena. Noi in treno con aria condizionata e un efficentissimo servizio al posto con te caldo, bibite fredde e persino un vassoietto di colazione niente male, decisamente commestibile.
Mi dispiace ma per un pò niente entrate nuove. lasciatemi pure messaggi sul tag e comunque l'e-mail rimane sempre. Baci.
Sto cercando di inserire degli album fotografici che ho preparato per Turchia e Uzbekistan. Li ho messi qui sopra nella testata così rimangono a disposizione degli appassionati. A dir la verità le foto non sono eccelse... quindi vedete voi se ne vale la pena.....
Però tra poco faccio anche quello del Giappone e crdo che sarà un pò meglio.
Badate che forse sono un pò lunghi a caricarsi perchè ci sono una ventina di foto ciascuno, ma sono piccole.....

martedì, luglio 16, 2002

Una breve entrata per dirvi di evitare Pizza Hut. Lo so che avrei dovuto saperlo e evitarla anche io ma anche i migliori sbagliano, a volte. E' che il nostro pizzaiolo usuale, Pronto Pizza, oggi è chiuso e quindi ho chiamato Pizza Hut. Avevo ordinato la pizza a crosta fine sperando che non fosse pessima ma sebbene a mangiarla fosse quasi passabile adesso ho una mappazza sullo stomaco e farò ricorso a una coca. La prossima volta se proprio non trovo i pizzaiolo di fiducia piuttosto ordino cinese.

domenica, luglio 14, 2002

Sono appena andata a prenotare un albergo per la ricercatrice che arriva il 16, Gilda. Diciamo che sui nomi tra Gilda e Jessica io mi sento un pò spenta. Comunque è un decente albergo proprio vicino la casa-ufficio al Cairo, infatti costa ben 50$ a notte ma ha tutte le amenità del caso. Se si vuole rimanere in zona e avere una cosa decente il prezzo è questo. Alberghi più economici esistono ma non in zona, inoltre con questo caldo è assolutamente necessario avere l'air/con. Io non ce l'ho ma mi sto abituando, a fatica. Si comincia la mattina con 30° all'ombra e via così sperando nel rinfresco serale, cioè di nuovo 30°. La notte si soffre un pò e ho incominciato a dormire in mutande e con porte e finestre aperte sperando nella brezza notturna. Ma la Gilda arriva con una figlia di sei mesi e quindi non voglio che abbia un impatto troppo forte. A Sohag fa piu caldo ma tutto sommato l'aria è molto secca e si soffre un pò meno, e poi la notte rinfresca di più. Mi sonos cordata di fare una foto alla casa ma prometto che appena posso vi mando qualche immagine. Il problema è che a Sohag la connessione internet al momento è molto scadente e quindi non riesco a passare quell'oretta quotidiana che mi serve per sbrigare la posta e il blog. Spero che una volta con la casa mi organizzerò un pò meglio.

venerdì, luglio 12, 2002

Ieri sera tornata esausta da Sohag ho provato a scrivere due righe ma il blog non le ha prese e quindi riprovo oggi. Volevo solo farvi sapere che anche se in coma ci tengo a darvi mie notizie. In questo caso poi sono ottime in quanto ho trovato finalmente casa in quel di Sohag. Ha una bella sala da pranzo, che da su una terrazza, che da sul giardino, che da sul Nilo.....
A Sohag la casa è importante perchè mi sa che ci passeremo un sacco di tempo. In questi 4 giorni passavo dall'ufficio all'albergo e l'unica sosta di relax era il ristorante della polizia che offre solo kebab di montone, perfortuna contornati da ottime patatine fritte. La località è amena, sullo stesso lungoNilo dove siamo noi e la nostra scorta di polizia si trova a suo agio. Questa volta la scorta è stata meno presente e a volte, mentre facevamo compere per la casa, addirittura ci hanno lasciato soli. Sono comunque presenti mentre facciamo il contratto della casa e sanno dove abitiamo, quanto paghiamo, che mobili avremo, ecc. Se tutto questo controllo vi spaventa vediamo anche il lato positivo: non esiste crimine. Di nessun tipo!! Non esiste che ti rubino, per strada o in casa, o che ti assalgano o malmenino o altro. Con tutto il dibattito sicurezza/libertà uno ci riflette un pò su questi risultati.
Comunque a parte queste riflessioni sociali ci tenevo a dirvi della casa visto che spero di avervi ospiti. Guardando la foto in notturna è proprio lì dove comincia la piccola curva a metà Egitto.

Siete tutti invitati!!!

lunedì, luglio 08, 2002

Come potete vedere ho avuto un problema a metter su la foto e adesso non riesco più ad accedere e quindi rimane così. La foto provo a metterla qui.

Milagro!!! Funziona!!! Allora, per la foto quissù, leggete l'entrata quiggiù. Cià cià.
Per l’ultima volta vi parlo del pulmino e per dirvi che finalmente stamattina ci hanno dato l’agognata targa e stasera il pulmino è partito per Sohag dove noi lo raggiungiamo domani in treno. Noi andiamo in treno se no sulla strada dobbiamo avere una scorta armata di polizia e questo non ci è proprio gradito. La scorta è perchè andando vero sud si passano le rocaforti islamiche, quelle del massacro di Luxor tanto per intenderci, e la polizia non vuole che gli stranieri corrano rischi. Oggi come oggi il pericolo è quasi nullo ma l’abitudine della scorta è rimasta. Tra l’altro anche appena arriviamo a Sohag in treno veniamo subito individuati e una scorta ci accompagna all’albergo e poi resta con noi per tutto il nostro soggiorno. A volte è un solo militare, a volte due camionette piene... è che i poverini non hanno altro da fare e quindi passano il tempo con gli stranieri così almeno si divertono anche un pò.
Per commemorare questa giornata ho fatto una foto con il nostro autista, Hani, e il volontario Paolo e me davanti al mitico pulmino. Ecco quindi qui sotto la “targa commemorativa”

venerdì, luglio 05, 2002

L'altra sera eravamo nel giardino del Marriott, luogo di incontri per eccellenza, e abbiamo infatti incontrato degli amici che dovevano incontrarne altri... e così via. Alla fine eravamo al tavolo, io e Jessica, con: Paola, volontaria delle Nazioni Unite che lavora per il Poverty Alleviation Program della Cooperazione Italiana; Paolo, che lavora per l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di industrie (non mi ricordo la sigla); Paolo, imprenditore padovano di celle frigorifere industriali per orto-frutta e nonno di due nipoti e grande raccontatore di barzellette; un gruppo di altri 6 imprenditori padovani, due donne, nomi svariati, che si occupano di frigo o altro per la filiera orto-frutticola, tutti grandi barzellettari. Due di loro erano malati per aver mangiato una sera prima una tajine (piatto marocchino). Io quella sera avevo giusto mangiato una tajine couscous e mi sono un attimo inquietata, ma posso dirvi che sto benissimo. Altra tempra. Degli altri, il nonno era reduce da una visita ad Alessandria dove a 20 km prima di arrivare nella città aveva visitato un macello di polli, non a norma cee, e poi era tornato indietro. Il resto era stato tutto il giorno ai mercati generali orto-frutta dove avevano visitato le facilities e avevano ricevuto in regalo cassette di uva, manghi, banane e quant'altro. L'allegra brigata ci ha raccontato un sacco di barzellette e devo dire che qualche risata ce la siamo fatta veramente. Alcuni erano per la prima volta in Egitto ma comunque grandi viaggiatori nel mondo per vendite di frigo industriali ecc. Gli imprenditori del nord-est esistono davvero! Io ho mangiato un ottimo gelato cioccolato e pistacchio che posso cinsigliarvi senza riserve, anche da un punto di vista igienico in quanto il Marriott in questo senso è un luogo sicuro. Ci hanno invece detto che le stanze non sono un gran che, molto standard e senza amenities. Insomma la cosa migliore è il giardino che si può godere come ospiti. Per le stanze migliori si va allo Sheraton, me ne ricorderò quando verrete a trovarmi.........

mercoledì, luglio 03, 2002

Vita da bar. Una cosa che non vi ho detto in questi giorni di perdite di tempo dietro al pulmino è che spesso dovendo aspettare ore ci mettiamo a uno dei baretti davanti alla motorizzazione e ci prendiamo svariati tè in attesa del ritorno dell’autista. By the way, anche oggi niente targa, mancava un pezzo di assicurazione che coprisse tutti e 14 i passeggeri. Comunque anche oggi sosta al bar dove alla fine storditi dalla noia ci siamo messi a fare foto della famiglia del proprietario e abbiamo creato un pò di vivacità nella smorta clientela. Quindi in via del tutto eccezionale potete sorbirvi qualche foto veramente di pregio, spero che la qualità sia accettabile. Volevo metterne 5 o 6 ma ho visto che poi è impossibile aprire il sito e quindi ve le centellinerò nel tempo.
Cominciamo con una panoramica della signora che prepara i tè, sempre davanti al fornello e il marito al baracchino.

Poi una bella immagine delle due sorelline, 8 anni, Aysha e 12 anni, Mona.

Poi un terzetto con il fratello grande, il garzone del bar e un distinto cliente. Il pulmino giallo dietro di loro non è il nostro.

Vedo che ce ne antrano ancora e aggiungo una panoramica del caffè all'aperto

e una foto del garzone vicino ai fornelli delle shishe


E così abbiamo passato una mattinata tutto sommato piacevole e in buona compagnia. Jessica con il suo arabo ha fatto furore e ha parlato a lungo con le sorelline che sono sveglie e simpatiche. Domani torniamo con l’amministratrice dell’Ambasciata che non ne può più di vederci li tutte le mattine e ha deciso di risolvere lei la cosa una volta per tutte.

martedì, luglio 02, 2002

Ho passato altre tre giorni persa dietro al pulmino e quindi se anche voi ne avete abbastanza di sto pulmino non continuate a leggere! Il primo giorno siamo stati in ambasciata dalle 9 alle 13 per avere una lettera, richiesta dalla motorizzazione, che certificasse il mio appartenere alla cooperazione italiana. Siamo stati io Jessica e Paolo seduti nell’ingresso della cooperazione per tutto questo tempo seguendo l’andare e venire di varia umanità con incluso un episodio di incazzamento di una funzionaria che licenziava lì per lì un’autista chiamato per aiutarci ma che si rifiutava di venire con noi in motorizzazione. Così ci siamo sentiti pure in colpa!! A inizio mattinata eravamo tutti gasati per la prospettiva di prendere sta lettera e andare in motorizzazione a prendere la targa e tornare vincitori e targati in serata. Verso le 13 eravamo abbattutissimi e cotti. Siccome l’ufficio chiude alle 14 la prima giornata si è chiusa con la lettera. Il secondo giorno siamo stati alla motorizzazione dalle 9 alle 13,30 e siamo riusciti ad avere il numero di targa, ma non la targa. Non era vero che ve l’avevano già dato prima, era un altro numero. Oggi torniamo fiduciosi per la targa e un rozzissimo funzionario comincia a chiederci una serie di documenti assolutamente non necessari giusto per crearci problemi e fare il gradasso con le “donne bianche”, sue testuali parole. Ripartiamo all’ambasciata dove ci dicono di preparare i documenti richiesti e loro ci aggiungono una serie di raccomandazioni per il capo della motorizzazione che dovrebbero consentirci di ritirare finalmente l’agognata targa. La prospettiva è quella di ripartire domani alla motorizzazione e passarci probabilmente altre 4 ore. Noi donne bianche non vaghiamo per gli uffici ma attendiamo nel cortile dove c’è una lunghissima panchina dove se siamo fortunate troviamo posto. Nessuno si azzarda a offrire un posto. Lontani gli ossequi dell’Asia o anche dell’Africa sub-sahariana, qui siamo considerate poco di buono in quanto bianche, non accompagnate e sopratutto non vestite a modo, cioè non velate. Questo ufficio consiste di questo cortiletto, con una sua grazia per dei begli alberi che lo ombreggiano, e una fila di sportelli e uffici a cui premono multitudini maschili intabbarrate dalle galabya di vari colori ma preferibilmente grigiastre e azzurrine. Da un pò l’idea di un reparto psichiatrico con i degenti in pigiama! Si credono tutti proprietari di un’auto.
Un poco meglio sono andati i pomeriggi dove, non paga delle mattinate estenuanti, mi dedicavo a riunioni di progetti, sia per questo in corso che per possibili nuovi. I nuovi sono uno per produrre materiale didattico originale per bambini 0-6 anni e l’altro per integrare un progetto di sviluppo infantile già in corso da tempo. Visto che la cooperazione italiana in Egitto è ricca mi pare giusto che ne approfittiamo anche noi.
A fine giornata oggi l’autista, venuto apposta da Sohag per prendere l’auto, era talmente demoralizzato che mi ha chiesto se poteva tornare giù e poi venire a prendere l’auto quando c’era già la targa. Non ne può più del casino, della città tentacolare e sconosciuta, delle abitudini metropolitane che lo perplimono. Jo Condor!! Mica me la zuco da sola sta trafila della targa. Gli ho detto che deve restare fino all’ultimo, sua mamma può aspettare.

sabato, giugno 29, 2002

Sono cinque giorni che non scrivo e non ho molte scuse. In effetti tre ne ho passati a fare le pratiche di registrazione del pulmino. Il primo giorno siamo stati alla Toyota per tre ore a fare fatture e documenti e consegna del pulmino, che abbiamo lasciato nel loro garage. Il secondo giorno siamo andati in due uffici dei vigili per avere il numero di targa e registrare l'auto. Il terzo giorno siamo tornati nei due uffici dove finalmente abbiamo avuto il numero di targa e abbiamo registrato l'auto alla centrale del Cairo. Quest'ultimo ufficio è veramente sperso nel deserto, a nord del Cairo dove stanno costruendo praticamente una nuova città. E' pieno di cantieri e case in costruzione, in qualche palazzo c'è anche qualche appartamente occupato, si vede il bucato steso al sole, ma sono pochi. Il tutto in un deserto senza pietà con un calor bianco che solo andare dal parcheggio all'ufficio viene un colpo di sole. Speriamo prima o poi piantino qualche albero. Infine il weekend, con due giorni di riposo totali interrotti solo da una visita serale a Khan El Khalili. Grande mercato souk baazar, operativo dal 1380 a oggi ininterrottamente dove si trova di tutto e pieno di turisti ma sopratutto di egiziani. Ieri abbiamo preso delle tuniche con manica lunga, un pò lunghe sui fianchi che speriamo vadano bene nel sud conservatore. Io ne ho preso tre economiche, rossa, blu e lilla, e una di lusso blu. Di cotone con ricami fatti a macchina sul davanti e polsi. Poi oggi, non paghe, siamo tornate nello stesso negozio e ne ho prese due lunghe, una rosa e una blu/verde molto bella. In un baracchino meno di lusso ne ho preso un'altra lunga blu. Le lunghe servono per stare in casa un pò freschi ma decenti in modo che se bussano alla porta si possa aprire senza doversi mettere una giacca. Infatti la manica scoperta qui non va, se non hai la palandrana sei un pò sconcia. Tanto poi al mercato c'erano certe turiste vestite in modo indecente tutte attillatissime e seminude. Non stupisce che l'opinione delle donne occidentali non sia altissima. Non stupitevi voi della mia beghinaggine, credo però che a roma si fa come i romani e quindi sia meglio adeguarsi un pò. Sempre nel negozio di lusso c'è un caffettano di moire rosso scuro tutto ricamato che mi fa impazzire e sto seriamente pensando di comprarlo. Che faccio lo prendo? E poi dove lo metto? Però è veramente bello, da Lawrence d'Arabia. Domani domenica e si ricomincia a lavorare, si riparte in un altro ufficio, quello del nostro quartiere, Giza, che pare spero ancora di più, ma dovremmo passare davanti alle piramidi. Vi farò sapere. Voi godetevi il weekend.

lunedì, giugno 24, 2002

Mi dispiace che in questi giorni non sto facendo niente di particolarmente interessante e non ho grandi argomenti da trattare. E quindi tratterò argomenti minori. Per esempio i pomodori. É vero che qui non ci sono i cuori di bue ma certi pomodoroni rossi che vendono sono ottimi. Arriva un carrettino tutti giorni, evidentemente dalle campagne vicine, guidato da un contadino simpatico a volte con la moglie, con sopra di tutto di più: pomodori, melanzane, peperoni, patate, fagiolini, limoni, meloni, cipolle, uva, cetrioli, etc. Oramai siamo delle abitué e ci da certi pomodori belli grossi e rossi che dentro non hanno qusti semi ma una polpa tosta e gustosa che sembra quasi di mangiare carne. Sono anche saporiti, belli scaldati dal sole. Io li preparo semplicemente con olio, origano (non trovo ancora il basilico) e aglio. Poi scaldo un pane arabo e ci metto dentro questa pomodorata fresca, una vera squisità.
Mi chiedeva invece Francesca di stoffe e sarti, ebbene mi spiace dire ma arrivando dal favoloso oriente da quel lato non si può proprio trovare nulla di interessante. L’unica cosa bella è stata una fabbrica di tessuti a Sohag con dei telai che sicuramente erano gli stessi dei tempi dei faraoni. Tutti in legno con un sistema complicatissimo di pesi e contrappesi e trama e ordito per cui riuscivano a creare un tessuto tipo jaquard. A vedere lavorare gli operai si poteva pensare che andassero avanti così da millenni. Avevano anche delle pezze di seta non brutte ma nulla di eccezionale. Per il famoso cotone egiziano finissimo non so ancora dove andare. Sempre alla fabbrica c’era un tessuto di cotone tipo bazin, lucido/opaco, quello delle tovaglie per intenderci. Non brutto ma non eccezionale. Gli africani ci fanno i loro abiti larghi, detti boubou. Nei mercati non c’è nulla che mi ha convinto finora, la maggior parte dei vestiti è in sintetico e per trovare roba in cotone bisogna cercare nei negozi più cari. Anche al Khan El Khalili c’è solo roba per turisti o sintetica orrida. Non dispero comunque, direi che con un pò di tempo dovrei trovare qualcosa di interessante.

domenica, giugno 23, 2002

Questo weekend ci siamo proposte di andare alle Piramidi. Settimana scorsa ero andata in una strada commerciale proprio li vicino e mentre mi aggiravo dai negozi potevo vedere la sommità delle due grandi piramidi, un cocuzzolo ancora coperto dal rivestimento bianco e liscio, l’altro solo pietre. Come dai noi il Colosseo! Ma niente entusiasmi, alla fine ci siamo detti: chi ce lo fa fare? Vagare nella sabbia cocente in questo caldo soffocante?. Non so se sapete com’è il sito delle piramidi: una distesa sterminata completamente desertica tra cui vagano i turisti distrutti e le guide allerte e giulive con appresso cammelli, bevande fresche, tappeti e souvenirs, il tutto con due piramidi principali, molto lontane una dall’altra, la sfinge gigante, lontanissima, e intorno nel deserto piramidi minori, mucchi di pietre, tombe e altri turisti distrutti. Un colpo di sole o di caldo non può mancare e quindi ci siamo rifatte un programma facile facile: trasferta dall’altra parte del ponte (in taxi), sull’isola di Gezira, quartiere Zamalek, con acquisto di giornali (Gazzetta dello Sport!), passeggiata sulla via dei negozi e finalino sulla corniche al grande Marriott, che dio lo benedica, per aperitivo e spuntino nel magnifico giardino al chiaro di luna. Jessica shawarma e io mezzè.
Alle piramidi non rinunciamo e probabilmente questa settimana che prendiamo il pulmino, martedì (inshalla), poi ci organizzeremo, magari in tarda serata, per raggiungere l’ombelico dell’Egitto. Dovevamo andare a Sohag martedì ma invece si rimanda fino a sabato, per richiesta dell’ong locale, le cui socie non prese da altre beghe. Questo ci da un pò più di tempo al Cairo per organizzare alcuni acquisti e visitare progetti vari.
Adesso vado a farmi un panino. Nonostante a pranzo abbia preparato dei lauti vegetable noodles sono affamatissima dopo un pisolino ristoratore. Adesso magno e poi continuo a lavurer. Saluti.

venerdì, giugno 21, 2002

So tutto il bene possibile della festa di Guido, oramai l'unica occasione di ballo a Milano ma io qui non posso intrattenervi con altrettanta verve. Ieri pigrizia a casa, l'alternativa era andare a vedere a casa di Paolo due cassette: Non ci resta che piangere e Aladdin. Ho invece pianto in casa guardando The family man, con Nicolas Cage proprio carino. Di folkloristico egiziano non ho molto da dire se non che continuo a passare dal mio fioraio per le rose rosa. Prima di tutto ha un sacco di fiori e poi prepara delle composizioni giganti con cestini, vasi, girasoli, garofani, gladioli e rose multicolori. Le mie rose le chiamo persiane perchè mi ricordano le miniature dei giardini persiani o indiani e i profumi decantati dai loro poeti. Il rosa è perfetto, ne troppo baby ne troppo fucsia, un rosa da baci e abbracci.
I fiori qui sono una cosa seria e ci sono fiorai a tutti gli angoli con profumi che volano sulle strade. I girasoli vanno molto, bizzarri ma non mi ispirano, e poi garofani di tutti i tipi, non i miei favoriti ma anche quelli profumatissimi. E' un pò come passare anche davanti ai fruttivendoli, si sentono odori che da noi non ci sono più. Caso mai cammini per strada e senti profumo di albicocche, ed ecco che dietro l'angolo c'è il carrettino, col suo bell'asinello bardato, con sopra una tonnellata di albicocche. Qui i carettini sono monotematici, quindi o albicocche o cocomeri o cipolle, ecc. In questo senso un bel progresso da Dhaka che invece era rinomata per la puzza della sua spazzatura imperante. A proposito, grazie al mio amato babbino per gli articoli tra cui quello sul Bangladesh. Anche gli altri erano buoni.
Adesso vi saluto visto che ho poco da dire. Alla prossima.

giovedì, giugno 20, 2002

Insomma, voi siete tutti alla festa di Guido e io qui trista e sola!!! Non m'importa della salsa, non m'importa della disco africana, non m'importa della piscina con vista piramidi!! Ancora Buon Compleanno, sempre più in ritardo, ma molto sentito. E poi scusate se scrivo poco ma tra la partita persa, il caldo bestiale e il fatto che sono fuori tutte le sere. Ne approfitto a uscire perchè una volta a Sohag non credo che avrò molte chance di uscire e vedere gente, saremo solo io e Jessica. Ne approfitterò per farmi insegnare a ballare bene la salsa così farò il mio figurone nelle trasferte al Cairo. Dovremmo partire martedì ma siamo ancora incerti perchè l'acquisto della macchina prende più tempo del previsto. La dobbiamo pagare in Lire Egiziane ma non vogliamo fare un trasferimento diretto dal conto in Euro visto che i cambi bancari sono terribili. Allora prendiamo gli Euro in banca, andiamo a cambiarli in un ufficio cambi molto favorevole e poi torniamo in banca e versiamo le LE. Un casino e si va in giro con milioni!!! Come al solito siamo andati tutti e tre perchè nessuno si voleva perdere la vista di tutto quel dinero ammassato in buste di plastica. Però non si è potuto fare tutto oggi perchè la banca non fa ritirare cifre troppo grosse e quindi ripetiamo domenica prossima per la seconda, e ultima, rata che ci permetterà finalmente di emettere un assegno in LE per pagare sto benedetto pulmino. Ce lo siamo sudato.
Per il resto sono in attesa di notizie da voi sulla festa e su altre feste possibili a cui andate nel mondo. Statevi bene.

martedì, giugno 18, 2002

Cari amici vi scrivo alla fine della partita in un clima di tristezza che non vi dico........ Jessica piange, Paolo impreca e tutti noi ci siamo sgolati fino al golden gol di merda di questi koreani che li hanno fatti vincere gli arbitri come peraltro si era capito dall'inizio!!! Cosa dire, ci hanno voluto fuori e ce l'hanno fatta. Meglio morire subito come la Francia che non perdere con una squadra inesistente come la Korea. Forse uno potrebbe dire che non abbiamo proprio brillato, che ci siamo adagiati troppo presto sul primo gol, che il Trap ha sbagliato a togliere Del Piero.... ma non ce lo meritavamo proprio di essere trattati così per tutto il mondiale. NO!!!!!!!!!!!!!!!!
Alcuni di voi diranno, ma che te ne frega!! Da un lato è vero, ciccia al calcio, dall'altro qui al Cairo ci sentiamo tanto italiani e credevamo almeno in una finale....Illusi.
Vi saluto che sono triste e vado sul letto sperando di cadere nell'oblio. Stasera c'è una festa... riusciremo a uscire o resteremo a piangere a casa?

lunedì, giugno 17, 2002

Per non tenervi sulle spine vi dico subito che stasera non sono andata a ballare la salsa. Nonostante Jessica ci tenesse non me la sono sentita di uscire visto che ho passato il pomeriggio in giro sotto il sole a cercare un tavolo da meeting. Avrò camminato sotto il sole per venti minuti, per passare da un negozio all'altro, e mi sono completamente disidratata. Quando sono tornata a casa Jessica ha pensato che avessi avuto un colpo, ero tutta rossa e sudata. Erano già los cincos de las tardes e quindi ero stata in giro nelle ore più calde. Ciumbia che caldo!!! Mi sono subito tirata su con una bella insalata di pomodori con formaggio, origano e olio di oliva. Purtroppo l'aglio era finito. Ma stasera, che siamo andati a cena nella bettola sotto casa di Paolo, tornando a casa ne ho preso un pò e quindi da domani posso riprendere la mia dose quotidianam che fa bene al cuore. Stasera alla bettola ovviamente pollo arrosto, benchè si vedeva che non stavo bene in quanto dopo mezzo pollo sono crollata e ho chiesto il conto. Où sont les neiges d'antan, quando ci si mangiava un pollo e più senza batter ciglio??
In più vi racconto anche di ieri sera che in effetti siamo tornati tardi e non ho scritto nulla. Siamo andati in spedizione notturna sulle montagne che circondano il Cairo e da cui si gode una vista magnifica sulla città. Proprio sul ciglio del burrone ci sono degli intraprendenti che hanno messo tavolini e sedie e fanno caffetteria dandoti dei peraltro squisiti paninazzi con carne e verdure, per chi li conosce si chiamano shawarma. Io ho voluto mettermi non proprio in prima fila, un pò impressionante sull'abisso, ma in seconda. Eravamo circondati da interessanti gatti, randagi ma decisamente più pelosi del solito. Sulla testa passano gli aerei che vanno ad atterrrare al vicino aereoporto. La serata era fresca e limpida, si vedeva tutta la città con le lucine verdi delle moschee e il nilo che scorre in mezzo. Cari amici, se venite a trovarmi vi porterò di sicuro.

domenica, giugno 16, 2002

In questi giorni sono occupata a comprare i veicoli del progetto. Un microbus e un’auto. Sul microbus siamo tutto abbastanza daccordo e prenderemo un Toyota Hiace, 15 posti, economico ma comodo, compresa aria condizionata e radio. Sull’aria condizionata io avrei delle riserve, in quanto è una cosa in più che può rompersi, ma in effetti col caldo a Sohag può essere utile. Solo, visto che gli uffici non hanno l’aria condizionata, non vorrei che si finisse a lavorare nel camioncino....
Per l’auto siamo ancora incerti. Il progetto prevede una 4 per 4 ma francamente non ne vedo proprio la necessità in quanto sebbene alcune stradine siano sterrate in generale sono tutte in buono stato e sicuramente non c’è il pericolo di fango e pioggia. Credo che a Sohag forse piove una settimana all’anno. Oggi abbiamo visto la classica Suzuki Vitara, bel gippone, ma sicuramente un pò caro e quindi siamo passati ad ammirare una Daewoo, sempre tipo gippone ma più modesta. Tutto col cambio automatico qui. Non sto a dirvi il divertimento di comprare con soldi non nostri!! Siamo li a fare i signori sbandierando milioni e chiedendo optional in regalo. Infatti è una cosa che facciamo tutti e tre insieme, io, Paolo e Jessica, perchè nessuno vuol perdersi lo sfizio. Tra una decina di modelli visti oggi, compresa la Smart che costa meno che da noi, io volevo tanto un Cherookecol tetto di tela, ma tra il fatto che non ha l’aria condizionata e che comunque è piccolo e troppo “da deserto”, me lo hanno bocciato. Fa troppo archeologhi dilettanti.
In più ieri sera, sempre dietro a Jessica, abbiamo fatto il bis di salsa, al Coco Jungle, sempre su una nave sul Nilo ma nel seminterrato e quindi niente brezza o vista ma ambiente amazzonico con serpenti e molta verdura appesa al soffitto. Per la prima volta mi hanno invitato a ballare, cosa rara per i principianti, che nessuno vuole. Sarà l'ultima? Lunedì si continua con una lezione vera e propria alle 19.... immagino non vedete l'ora di seguire il resto dell'avventura latina!!