Carissimi,
guardavo l’altro giorno dei siti in internet di una famiglia in polinesia e mi dicevo come sono bravi a descrivere le loro avventure. In effetti ci sono cose a cui io sono oramai talmente abituata che non ci penso neanche a citarle. Me ne accorgo poi quando viene qualche ospite e si stupisce per esempio di vedere gli asini per strada in mezzo al traffico, o ogni tanto qualcuno che gira con un mitra, che io oramai so che sono guardie in borghese ma in effetti il primo impatto è un pò brusco. Ci sono anche i venditori di tamarindo, una bibita marrone scuro che si mette in dei contenitori pieni di ghiaccio con dei tubi. Il contenitore si mette sulle spalle e poi il venditore si china per far uscire il tamarindo ghiacciato dal tubo. In genere questo venditori sono vestiti in modo folkloristico con pantaloni alla zuava e turbante e il contenitore è in alluminio battuto con fiocchi e nastri di tutti i colori. Anche loro stanno in giro nel traffico, facendosi strada tra auto, asini e carettini dell’acqua, cioè ambulanti che vendono bottiglie di acqua ghiacciata. In effetti noi che abbiamo i frigo non sappiamo ma il ghiaccio in pezzi grandi dura tutta la giornata anche sotto il sole e quindi anche in mezzo alla strada si possono trovare bibite fresche.
Cambiando scena arrivo sotto l’ufficio e ci sono i bawab, cioè i guardiani, che ogni edificio ha e sono in teoria come i nostri portieri ma molto più esotici. Indossano galabeye e turbanti o zuccotti, ma non eleganti anzi piuttosto trasandati e stanno li in gruppetti a ciarlare e fumare tutto il giorno. E quando dico fumare intendo proprio fumare! Il bawab del mio ufficio è un gigante nubiano alto due metri e nero come un corvo, con pochi denti e pochissime parole ma sempre sorridente. Ogni tanto sparisce e va a fare gruppetto altrove e poi ritorna con i suoi soci dei palazzi vicini e si sbattono nella hall, su dei cartoni stesi per terra e li se la raccontano. A volte hanno un gattino con cui giocano, altre volte bevono il te che gli porta uno dei ragazzini dei chioschi qui intorno. A volte ci sono persino delle donne, in galabeya anche loro e siedono un pò in disparte ma partecipano alla conversazione. E per oggi mi fermo qui e torno a lavorare che sto chiedendo soldi al governo egiziano e spero che mi li diano!!
Saludos
Dal 2002 al 2005 "Avventure d'Egitto" e poi fino al 2012 "Come stai? Benin!". Dal 2013 sono a Roma e dal 2018 lavoro come assistente per una congregazione di suore missionarie. Nel frattempo sono diventata Insegnante Feldenkrais e Insegnante Mindfulness.
lunedì, giugno 16, 2003
lunedì, giugno 09, 2003
Adesso in ufficio abbiamo una seconda linea e quindi possiamo stare attaccati a internet più a lungo. Mi sto quindi scaricando un sacco di roba e mettendo varie pagine tra i favoriti, a cominciare dal mio famoso blog!! Oggi in particolare non ho voglia di fare un tubo. Ho consegnato un nuovo progetto e attendo commenti dal consulente che segue questa linea di finanziamento, la riconversione del debito italia-egitto. Se tutto va bene domani mando i documenti completi e poi attendo con ansia l'approvazione, o meno del finanziamento. Ieri sera solita cena all'Asiatique dove oramai abbiamo piantato le tende e non è neanche necessario fare le ordinazioni tanto chiediamo sempre le stesse cose. Ultimamente mi sono fissata sugli involtini thai, agrodolci, e il sashimi di salmone. L'altra sera al ristorante italiano del Semiramis, grande albergo americano, non malaccio, dove portano dei piatti di pasta da mezzo chilo, e infatti si dividono in tre. Oggi vorrei cercare di andare a letto presto visto che la mattina non riesco più ad alzarmi per venire a lavorare!! Un bacione a tutti
venerdì, giugno 06, 2003
Reduce dalla festa notturna vi racconto. Nonostante abbiamo fatto le 4 di mattina a dir la verità non c’è molto da raccontare. La casa era bellissima, dell’ambasciataa inglese, con un terrazzo sul nilo piacevolissimo dove infatti stavano pigiati la maggior parte degliinvitati. Il bar fornitissimo e una cena di stuzzichini thailandesi squisiti, fatti da una vera cuoca thai. Quello che ci ha un pò fatto piangere è stato il dj che cominciava qualche buon filone per poi mettere qualche ciofeca. Comunque si è ballato non male lo stesso perchè tanto oramai il nostro gruppetto di irriducibili ballerebbe qualsiasi cosa. A un certo punto un certo Shafir mi ha invitato sulle note del tango di shakira ma visto che nessuno di noi era capace abbiamo lasciato perdere. Per il resto ballerini scarsi, gli uomini più carini sposati e quelli solitari che guardano da lontano ma non dicono una parola. Che so, beviamo qualcosa, come ti chiami... nulla! Pare che li saapvento. Io! Ma se sono buona come il pane!! Ditemi voi a che santo votarmi oramai. Volevo mettere un’altra fotina di Vittoria per allietarmi la vista ma non sono riuscita a collegare la macchina fotografica col computer. Che cominci a fare i capricci? Mi dicono che c’è un nuovo bug che gira... comunque riprovo stasera e vediamo. Adesso me ne vado in piscina a riunirmi con le solite e a sparlare di tutti coloro che non ci si sono filate! Baci a tutti
PS comunque stavo benissimo con la mia nuova giacchetta cinese di raso dorato!!
PS comunque stavo benissimo con la mia nuova giacchetta cinese di raso dorato!!
mercoledì, giugno 04, 2003
Sono tornata al Cairo e sono piena di lavoro ma volevo giusto farvi vedere una fotina di mia cugina Francesca e sua figlia Vittoria, mia figlioccia. Ci siamo divertite parecchio a fare picnic a Villa Borghese e vederci Matrix Reloaded, che è proprio buono. Quest’ultimo senza la bambina che dormiva tranquilla con sua nonna.
Stasera sono a cena fuori da amici e domani ho una megafesta con molte aspettative. Pare che sarà piena di gente e in particolare di uomini carini. Si, ma a che pro? Che qui non si batte chiodo?
Consoliamoci con questa bella foto...
Stasera sono a cena fuori da amici e domani ho una megafesta con molte aspettative. Pare che sarà piena di gente e in particolare di uomini carini. Si, ma a che pro? Che qui non si batte chiodo?
Consoliamoci con questa bella foto...
mercoledì, maggio 21, 2003
Eccovi finalmente un paio di immagini del mio ufficio, domain ve ne metto delle altre ma non voglio caricare troppo il sito se non per vedere la pagina vi ci vogliono ore.
Immagino mi invidierete molto, modestamente è proprio un ufficio bellissimo!!
Questa è Gaia Toschi, di Movimondo, che discute di un nuovo progetto con la responsabile della ONG locale Al Moubadra.
Questa è la veranda dove io e Gaia ci prendiamo il tè e facciamo pranzo.
e questa è la nostra brava segretaria Zainab.
Immagino mi invidierete molto, modestamente è proprio un ufficio bellissimo!!
Questa è Gaia Toschi, di Movimondo, che discute di un nuovo progetto con la responsabile della ONG locale Al Moubadra.
Questa è la veranda dove io e Gaia ci prendiamo il tè e facciamo pranzo.
e questa è la nostra brava segretaria Zainab.
domenica, maggio 18, 2003
Carissimi,
sono qui che sto perdendo la testa su un progetto per il governo italiano e non so più come far combaciare il budget con il logical framework!! Quindi mi prendo una pausa e vi racconto di due simpatici eventi di questa settimana che mi hanno molto risollevato il morale. Prima di tutto giovedì sono stata a una vera festa, divertente e movimentata, dove si è ballato fino alle 4 di mattina con musica veramente ganza e anche ballerini niente male. Sopratutto un egiziano di nome Alfred e un peruviano di nome Paul mi hanno lanciato in delle danze latine di cui non capisco una mazza ma basta che uno volteggia e fa delle mosse e ci si diverte parecchio. La festa era alimentata da un cocktail orange-campari che non avevo mai provato ma che posso raccomandare caldamente. Insomma gran divertimento e il giorno dopo non riuscivo ad alzarmi dal letto. Il telefono squillava ma io proprio non riuscivo muovere un dito nonostante pensavo fosse il mio povero babbo. Perfortuna non era lui ma solo un’amica che mi invitava ad andare con lei all’Health Club del Meridien. Questo grande albergo ha una mega palestra, piscina e sauna-jacuzzi dove oramai sono iscritti quasi tutti i miei amici e quindi persino io mi sono fatta trascinare e ho fatto un abbonamento di 6 mesi. Ho diritto anche a due lezioni con personal trainer ma non so se avrò il coraggio di entrare nella palestra. In compenso la piscina è bellissima e, fondamentale, di fronte al mio ufficio quindi ho già in mente che quando finisco di lavorare mi vado a buttare in acqua e faccio pure un paio di vasche, ma senza esagerare. Insomma ideale adesso che si va dai 30 gradi in su. A los cincos de las tardes c’è una luce bellissima e fa ancora un caldo boia quindi un bagnetto ci starà proprio bene.
Per chi è interessato vi faccio sapere che il mio babbino sta bene dopo l’operazione e pare che potrà tornare a casa tra qualche giorno. Proprio quando io arrivo a Roma il 23. Ci si vede...
sono qui che sto perdendo la testa su un progetto per il governo italiano e non so più come far combaciare il budget con il logical framework!! Quindi mi prendo una pausa e vi racconto di due simpatici eventi di questa settimana che mi hanno molto risollevato il morale. Prima di tutto giovedì sono stata a una vera festa, divertente e movimentata, dove si è ballato fino alle 4 di mattina con musica veramente ganza e anche ballerini niente male. Sopratutto un egiziano di nome Alfred e un peruviano di nome Paul mi hanno lanciato in delle danze latine di cui non capisco una mazza ma basta che uno volteggia e fa delle mosse e ci si diverte parecchio. La festa era alimentata da un cocktail orange-campari che non avevo mai provato ma che posso raccomandare caldamente. Insomma gran divertimento e il giorno dopo non riuscivo ad alzarmi dal letto. Il telefono squillava ma io proprio non riuscivo muovere un dito nonostante pensavo fosse il mio povero babbo. Perfortuna non era lui ma solo un’amica che mi invitava ad andare con lei all’Health Club del Meridien. Questo grande albergo ha una mega palestra, piscina e sauna-jacuzzi dove oramai sono iscritti quasi tutti i miei amici e quindi persino io mi sono fatta trascinare e ho fatto un abbonamento di 6 mesi. Ho diritto anche a due lezioni con personal trainer ma non so se avrò il coraggio di entrare nella palestra. In compenso la piscina è bellissima e, fondamentale, di fronte al mio ufficio quindi ho già in mente che quando finisco di lavorare mi vado a buttare in acqua e faccio pure un paio di vasche, ma senza esagerare. Insomma ideale adesso che si va dai 30 gradi in su. A los cincos de las tardes c’è una luce bellissima e fa ancora un caldo boia quindi un bagnetto ci starà proprio bene.
Per chi è interessato vi faccio sapere che il mio babbino sta bene dopo l’operazione e pare che potrà tornare a casa tra qualche giorno. Proprio quando io arrivo a Roma il 23. Ci si vede...
sabato, maggio 10, 2003
venerdì, maggio 09, 2003
Carissimi, ieri seratina mondana di cui vi racconto. Dopo un pisolino dalle 7 alle 9 di sera, in modo da non crollare alle 10 come al solito, mi sono vestita un pò benino e con due bottiglie di vino sono andata a casa di Gaia dove si riuniva la compagnia, lei e io, la sue amiche Antonia e Marta e il solito Mustafa. Sul tardino, dopo una serrata lettura di tarocchi dove per me non si vede che eremitaggio e pazzia, siamo andati all’aubergine. Vista l’ora oramai tarda era strapieno e abbiamo fatto fatica a trovare posto. Siamo stati poi raggiunti da un amico giapponese di Mustafa, Mashukoshi, e ci siamo mangiati la solita roba vegetariana. Io moussaka di melanzane, sempre buona e prima un gaspacho non pessimo. Poi rifocillati abbiamo cominciato un giro di locali per visto che volevamo ballare. Trovare un posto decente per ballare al Cairo è difficilissimo. Prima siamo andati al Morocco, niente di glamorous ma su una bella barca e con cocktails decenti. Per un pò hanno messo musica decente ma poi hanno cominciato con gli arabi e quindi abbiamo abbandonato il campo. Di seguito abbiamo provato il Rithmo, discoteca dell’hotel Semiramis, che era veramente orribile. Non solo la musica era araba ma il pubblico era snobbissimo e strafatto, le luci troppo forti e quindi si poteva vedere lo sfacelo sin troppo bene. Oh dio, per carità, nulla che non si farebbe nelle nostre discoteche ma vederlo qui al Cairo fa un pò strano. Sto diventando bacchetona! Comunque la musica orrida ci ha deciso ad andarcene. In macchina gira che ti rigira abbiamo deciso di mollare e tornare a casa e quindi la seratina è finita alle 3. A un certo punto si era detto di fare colazione all’alba alle piramidi ma non ce l’abbiamo fatta. Sarà la prossima volta. Stamattina mi sono svegliata alle 11 ed è una giornata meravigliosa. Ero quasi indecisa se andare in piscina... già fare una colazione all’aperto andrebbe bene. Saludos e vi auguro altrettanti bei weekend.
lunedì, maggio 05, 2003
Ne approfitto che a Sohag ho un sacco di tempo libero e quindi scrivo più spesso. Prima di tutti mi devo scusare con tutti quelli che avevo promesso di chiamare da Roma e che poi non ho chiamato. Mea culpa ma il mio babbino è stato male e quindi ho fatto l'infermiera e ho dimenticato il resto. Il povero ha un'ernia del disco e forse si deve operare, povirazzo!, ma forse no e quindi speriamo bene. Per il resto il mio bell'olandese è malato e chiuso in albergo a vomitare dopo aver mangiato una pizza al club della polizia. Una roba orrenda che fece stare male anche me tempo fa, ma è andato li ieri sera senza di me e quindi non ho potuto avvertirlo. Strano perchè avevamo mangiato li anche la mattina un orrendo kebab carbonizzato e pensavo che non sarebbe tornato ma in effetti non ci sono molti posti dove andare. Comunque mentre lui geme a letto (senza di me putroppo!) io ho lavorato con Jessica e la segretaria per insegnargli a mettere su excel la contabilità. Fondamentalmente si tratta di mettere tutto nello stesso tipo di carattere e grandezza, allineato bene a sinistra, con i decimali e il punto... tutta roba di grafica di precision che però qui manca. In questi giorni ho anche approfittato di vedere dei film, the hours che ho trovato una pizza pazzesca e ubriaco d'amore carino ma troppo strambo. Io mi spiace ammetterlo ma mi sono svagata meglio vedendo come lasciarsi in 10 giorni. Una cagata pazzesca del tipo che piace a me.
Per chiudere vi consiglio l'ultimo libro di Montalbano, un inno contro l'attuale governo, oltre che proprio un bel librino. Baci
Per chiudere vi consiglio l'ultimo libro di Montalbano, un inno contro l'attuale governo, oltre che proprio un bel librino. Baci
Cari amici, riprendo il dialogo da Sohag dopo una pausa tra Cairo e Italia dove sono stata in vacanza. Sono tornata qui con un consulente di micro-credito per elaborare il piano del micro-credito del nostro progetto e siamo nelle beghe fino al collo. Pare che abbiamo troppi soldi e quindi la nostra sarà una "big operation", il che vuol dire praticamente un altro ufficio con un sacco di personale che si occupa esclusivamente di questo. Ovviamente dipende se avremo clienti o no ma pare che potremmo averne molti e quindi la cosa potrebbe diventare gigantesca. Tra io che non ne so una mazza e il resto del personale più perso di me la cosa si fa interessante. Tra l'altro stiamo cercando un manager per l'operazione e non lo troviamo abbastanza qualificato a Sohag. Che fare? Importarne uno dal Cairo con grasso salario? Non è la nostra politica, che vuole sviluppare personale in loco, ma al momento veramente siamo un pò confusi. Comunque il consulente è bravo e anche carino, si chiama Bas ed è olandese e confido che ci dia un bussines plan comprensibile in modo che poi possiamo decidere bene che fare.
Per il resto Sohag è la solita noia mortale, l'altro ieri eravamo al club degli ingegneri per cena, poi ieri siamo andati al club dei poliziotti per pranzo e così abbiamo esaurito i ristoranti della città. Jessica sta pensando di cambiare casa, secondo me fondamentalmente per creare un pò di movimento. La casetta sul Nilo, adesso che è passato l'inverno e non fa più un freddo boia umido, sta riacquistando tutto il suo charme e si sta proprio volentieri sulla terrazza ad apprezzare il panorama. Ma credo che lei cambierà per lo meno per vedere qualcosa di nuovo.
Anche io al Cairo non so se cambiare casa o no. Abbiamo un nuovo ufficio lontano dalla mia casa attuale e mi stavo chiedendo se avvicinarmi. D'altra parte mi piace il mio quartiere calmo e verdeggiante... vi farò sapere. Nel frattempo godetevi anche voi la primavera italiana. Ci sentiamo, saludos
Per il resto Sohag è la solita noia mortale, l'altro ieri eravamo al club degli ingegneri per cena, poi ieri siamo andati al club dei poliziotti per pranzo e così abbiamo esaurito i ristoranti della città. Jessica sta pensando di cambiare casa, secondo me fondamentalmente per creare un pò di movimento. La casetta sul Nilo, adesso che è passato l'inverno e non fa più un freddo boia umido, sta riacquistando tutto il suo charme e si sta proprio volentieri sulla terrazza ad apprezzare il panorama. Ma credo che lei cambierà per lo meno per vedere qualcosa di nuovo.
Anche io al Cairo non so se cambiare casa o no. Abbiamo un nuovo ufficio lontano dalla mia casa attuale e mi stavo chiedendo se avvicinarmi. D'altra parte mi piace il mio quartiere calmo e verdeggiante... vi farò sapere. Nel frattempo godetevi anche voi la primavera italiana. Ci sentiamo, saludos
mercoledì, aprile 02, 2003
Qui a Sohag è arrivato un caldo boia e visto che siamo piacevolmente sul Nilo sono arrivati anche insetti a mille di tutti i tipi. Passino le miriadi di zanzare, le armate di pappataci e anche l’occasionale cavalletta, ma sulle mantidi religiose io ho da ridire. Perfortuna sono piccole e scappano appena arriva Raid ma fanno schifo lo stesso. Jessica dal canto suo ha inziato una battaglia, persa dall’inizio, con le formiche che hanno invaso la cucina. Per l’inverno avevamo assistito alla loro ritirata nel nido con tanto di trasporto larve eccetera. Adesso che è tornato il caldo hanno ripreso imperterrite il loro sentiero sul muro della cucina. Jessica ci avrà spruzzato tre bombole di Raid ma senza risultato. Io le ho spiegato che le formiche le ferma solo l’acqua ma in effetti considerando che il nido è nel soffitto capisco che non è facile annegarle. Voi penserete che siamo spietate con i poveri limalini, ma vi assicuro che non avete più idea, nel mondo civile e didditizzato, di cosa vogliano dire gli insetti. La quantità e la varietà sono infinite e ce li si ritrova veramente dappertutto. Alcuni non so neanche descriverli o dargli un nome. Forse sapete che il ddt è stato vietato e adesso da queste parti non si sa bene come debellare sopratutto gli insetti che portano malattie, zanzare in testa. Noi viviamo di bombole di insetticida, sopratutto quello che non puzza, ma in effetti a noi non fa bene e anche agli insetti dopo un primo stordimento non sembra fare molto effetto.
Ah dimenticavo, si è aperto un ristorante esattamente a fianco di casa nostra con bella terrazza sul Nilo. Oggi tornando dal lavoro alle 4, senza aver fatto pranzo, mi sono fatta un mezzo pollo veramente buonisimo e per soli 6 pound, cioè un euro!! Diventerò cliente affezionata.
Ah dimenticavo, si è aperto un ristorante esattamente a fianco di casa nostra con bella terrazza sul Nilo. Oggi tornando dal lavoro alle 4, senza aver fatto pranzo, mi sono fatta un mezzo pollo veramente buonisimo e per soli 6 pound, cioè un euro!! Diventerò cliente affezionata.
Cari amici che posso dirvi? Adesso che sono a Sohag ne approfitto per vedere la tv satellitare e quindi non faccio altro che spararmi videomusic a go go in quanto oggi, diciamoci la verità, è l’unica cosa decente che si veda in tv. Posso quindi raccomandarvi una serie di video che, se avete tempo nelle vostre frenetiche vite, potete sorbirvi su deejaytv. Prima di tutto le sugarbabes con that’s not the shape of my heart, dove si tratta di una festa in maschera con le protagoniste che vestono un abito di farfalle. Poi il video dell’ultimo film di jennifer lopez dove lei sta col very delectable ralph fiennes. Storia di cenerentola cameriera in un albergo di lusso che finisce con un ricco cliente, ballo compreso. Proprio la cazzate che piacciono a me! Poi uno veramente bello è quello di Pink, family portrait, storia di bambina che non vuole che i genitori divorziano ma fatto veramente bene. Pink sta venendo su proprio bene. Altro bello è quello di elisa che canta la colonna sonora dell’ultimo film di muccino, ricordati di me. La canzone si chiama tu nell’universo, vecchia roba di mia martini, molto bella. Purtroppo non riesco a scaricarla perchè i miei P2P sono fondamentalmente americani e non hanno le canzoni italiane. Luca ha detto di scaricarmi Kazaa, ma hai visto quanto è grosso? Qui in egitto ci metto tre giorni a istallarlo, e quindi mi accontento di ares al momento. Ultima segnalazione è il remake di come on baby light my fire, di un certo will young, sempre a una festa in maschera ma molto anni 60, piacerebbe molto a fra, e la protagonista le somiglia anche un pò.
E questo è tutto per oggi. Ho ancora tre giorni per fare il pieno prima di tornare al Cairo dove non ho tv e quindi sono un pò in astinenza.
E questo è tutto per oggi. Ho ancora tre giorni per fare il pieno prima di tornare al Cairo dove non ho tv e quindi sono un pò in astinenza.
lunedì, marzo 31, 2003
va bene, scusate che non scrivo da giorni e giorni ma ho avuto un sacco da fare. Strano ma vero da quando ci hanno dato il riconoscimento si lavora veramente e quindi tra Cairo e Sohag sono piuttosto presa. Al Cairo stiamo aprendo un ufficio con l'ong Movimondo e devo dire che è proprio un bell'appartamento. Dovremmo trasferirci il 7 aprile e abbiamo un padrone di casa veramente civilissimo che ci aiuta in tutto. Non perchè anche gli egiziani non siano civili ma fino ad ora per la ricerca dell'ufficio eravamo incappati male. Il nostro broker, un certo Badr, non ne poteva più e lui stesso ci sconsigliava di prendere gli uffici che ci mostrava appena conosceva meglio i proprietari. Questo ufficio è la ex-casa di Paola Piras che parte per il Vietnam. per recuperare dalle fatiche cairote sono andata un weekendino a Hurgada, o meglio ad Al Quseir in uno di questi resort lussuosissimi, certo Movenpick e devo dire che era veramente una meraviglia. Due giorni di dormite, pesce alla griglia e kir al tramonto. Un silenzio quasi troppo forte col fatto che oltre al deserto e al mare lì non c'è proprio nient'altro. Eravamo io e Gaia che perfortuna è pigra come me e quindi abbiamo evitato tutte le attività ricreative e ci siamo sparate solo la jacuzzi. Ma voi lo sapevate che oramai la jacuzzi ce l'hanno tutti? La si trova in tutte le gym e negli alberghi. Oramai è mainstream e noi ci adeguiamo subito. Questo è il resort dove pensavo di portare mia cugina Francesca con Vittoria visto che hanno anche la babysitter e il kids club. Al momento pare che qui in Egitto non viene nessuno, ma vi sbagliate perchè vi assicuro che la situazione sebbene tesa è assolutamente non pericolosa. Il nostro nuovo ufficio è dietro l'ambasciata italiana e nel quartiere di quella inglese e americana quindi in effetti in questi giorni è pieno di polizia e ci vuole un sacco per districarsi tra i picchetti e le strade chiuse. Tutte le manifestazionioni finora sono state disperse a manganellate e hanno anche arrestato due membri del parlamento. ovviamente le guerra non piace a nessuno ma non credo che ci saranno veri rischi per gli stranieri.
venerdì, marzo 14, 2003
Cari amici, visto che io non faccio nulla di avvenutoroso vi mando le avventure della mia amica Gabriella in Congo. Non vi viene voglia di andare subito lì? Non vogliamo organizzare un bel charter e trasferirici tutti? Ah, l'Africa....
lasciamo raccontare Gabriella............
Sono stata a Bunia una decina di giorni, giusto giusto poco prima che scoppiasse l'ennesimo casino! e sicuramente e' stata finora l'esperienza piu' bella che ho vissuto dal mio arrivo in congo.
Ma cominciamo dall'inizio...
La partenza da Goma a Bunia e' per la mattina presto, piove... l'aereoplanino romba sulla pista... torna indietro all'hangar! Problemi tecnici e serve un pezzo di ricambio che arrivera' solo in serata; quindi, ciccia per oggi, domani mattina se ne riparla!
Cosi si torna in albergo, scelto dopo vari tentativi come sapete, ma molto carino con la stanzetta a mo' di casina con anche il giardino davanti! Addirittura la tv che mi permette di farmi quattro sghignazzate con un film la sera e vedermi soprattutto un telegiornale che non vedo ormai da settimane! A kinshasa a volte si riesce a vedere il tg della rai via internet, si blocca spesso l'immagine o l'audio ma almeno riesco ad avere qualche notizia dal bel paese... ma a proposito, la domanda sorge spontanea, chi ha vinto sanremo?!
Torniamo a noi... passo la giornata all'internet cafe' per cercare di sbrigare almeno un po' di posta di lavoro e smanetto in camera visto che continua a piovere.
La sera si mangia in una gigantesca e molto bella payotte gestita da un italiano e riesco a divorare una pizza quasi vera e bere addirittura un fernet (era il minimo che ci volesse per digerirla!).
Finalmente l'indomani io, Fosca e il boss Claudio si riesce ad arrivare nella ridente bunia. Che tristezza... un aereoporto fantasma dove gli impiegati sono seduti in stanze enormi diroccate e senza nulla dentro, cercando di scroccarti tutto quello che possono. E tu li, con le tue cartacce piene di timbri per i lasciapassare (teoricamente siamo sempre in congo, ma le zone geografiche sono comunque gestite da governanti differenti che vanno, piu' o meno e a tempi alterni, daccordo tra loro) e ogni scusa e' buona per inventarsi una nuova regola appena nata dove il tuo timbro non vale piu' e chiaramente "te ghe de paga'"!
Dopo piu' di un'ora e cinque cristiani che ci hanno spillato tanti bei dollaroni, finalmente riusciamo ad uscire.
Bunia e' una cittadina che una decina d'anni fa doveva essere stata anche carina, mentre ora e' un accampamento di militari di ogni genere e tipo e nell'aereporto stesso c'e' un campo con tanto di carri armati e torrette di controllo.
Non c'e' che il ricordo di un asfalto fatto tanto tempo fa ma ora ricoperto di buche e di terra. Valerio, il logista, ci accoglie all'aereoporto mentre in ufficio ci attende Silvia, la capoprogetto. Sono entrambi giovani ma grintosi, Silvia ha solo 27 anni ed e' uno scatolino, Valerio e' grande e grosso e si e' fatto da poco musulmano.
Chiaramente, nonostante i suoi 34 anni, ha gia due mogli e 4 figli, tutti fuori dal congo.
L'ufficio e' accogliente e pieno di personale locale. Ci fanno tutti una grande festa e in particolare i due contabili che mi aspettavano sono un po' intimiditi. Sembrano cip e ciop, o forse i due carabinieri, uno scrive e l'altro legge ma nei giorni successivi mi rendo conto che sono validi e si compensano bene uno con l'altro effettivamente!
Si comincia subito a lavorare ma il bel fresco di goma e' solo un ricordo anche se non fa caldo come a kinshasa. La giornata vola e finalmente si va a casa. Davvero grande e bella, ben organizzata soprattutto per le emergenze con grandi scorte di viveri, cisterne d'acqua e carburante. L'unico neo e' che il solo mezzo di comunicazione con l'esterno e' il satellitare e per le zone limitrofe le radio che ognuno ha con se'. "Papa India" seguita da un numero progressivo e' la sigla usata per riconoscersi. Ho sempre adorato "giocare" con le radio anche se non ho mai imparato davvero ad usarle sul serio, dovro' trovare qualcuno che faccia un fioretto e me l'insegni; cosi come guidare l'auto con il 4x4...
Gia dal primo giorno l'aria che tira tra i colleghi, cioe' tra Silvia e Valerio contro Fosca, si taglia con il coltello. Fosca infatti ha fatto finora la pseudo coordinatrice ma non e' stata particolarmente amata da nessuno, ne' colleghi ne' personale locale. Lei se n'e' resa finalmente conto dopo mesi perche' silvia gliel'ha sbattuto in faccia qualche tempo fa e Fosca tutt'ora si sta leccando le ferite. Infatti dopo il primo giorno, inizia a stare male e si mette a letto con vomito e mal di testa per il resto dei due giorni che doveva rimanere. Fosca mi aveva raccontato a Kinshasa la sua versione dell'esperienza che aveva fatto come coordinatrice ma come sempre bisogna sentire le due campane e chiaramente non collimano mai e dopo la sua partenza silvia e valerio si sfogano con me!
Claudio e anche la sottoscritta pompano come dei matti da mane a sera, anzi notte! I poveri valerio e silvia sono cotti e noi pure. Finalmente fosca e claudio se ne vanno mentre io rimango a fare l'ospite ben oltre i mitici tre giorni, sperando di non puzzare come i pesci!
Devo dire che sono stata proprio bene con tutti loro, sia i due baldi giovani che il personale locale lavorando duro ma sempre in un ottimo clima. E la settimana vola via purtroppo.
Il venerdi Silvia mi propone di andare con loro a fare un'inchiesta nutrizionale sui bambini in un villaggio non molto lontano.Il progetto che segue lei infatti e' per l'emergenza nutrizionale dell'infanzia e sta facendo queste inchieste per avere dati da fornire al finanziatore per decidere dove aprire i nuovi centri. Accetto con entusiasmo, queste sono le uniche rare occasioni che si propongono a noi amministratori per togliere il sedere dalla sedia dell'ufficio e vedere cosa succede fuori sul terreno, traducendo i numeri in azioni. Mi sento quasi un po' in colpa perche' so' che devo fare un sacco di lavoro e il tempo che rimane non e' molto ma la voglia di capire qualcosa in piu' del progetto e' una tentazione troppo forte. Mai rimandare a domani ecc. ecc. Cosi per tagliare la testa al toro propongo a silvia di fare in auto una parte del corso di amministrazione, quella solo di chiacchiere diciamo, indispensabile ma che non necessita di supporto se non la lingua (mia!) e le orecchie (sue!). Silvia accetta entusiasta cosi da poter anche lei condividere con qualcuno di nuovo il frutto del suo lavoro.
La mattina levataccia all'alba ma quando siamo pronti per muovere il convoglio di tre auto piene di personale, via radio ci comunicano che la strada non e' sicura, ci sono stati degli scontri ed e' meglio aspettare.
Silvia e' sulle spine. L'appuntamento al villaggo era per le otto e ci vogliono quasi due ore per arrivarci, tra strada disastrata e continui posti di blocco. Dopo interminabili attese via radio finalmente arriva l'ok dopo un paio d'ore e si parte. La fortuna stavolta e' con noi e non ci fermano a nessun posto di blocco. Le auto sono cariche dentro, e fuori nel cassone sono sedute almeno altre 6 persone che mangiano la polvere della strada.
Finalmente arriviamo al villaggio dove c'e' una missione di padri bianchi che hanno costruito un centro di sanita' nello stile tipico missionario, a mattoncini rossi. La delusione di silvia e' evidente, ad attenderci solo una ventina di mamme con bimbi di varie eta', e lei mi spiega che generalmente arrivano invece a centinaia ma forse il ritardo e' stato tale che la gente si e' stufata e se n'e' andata... ma no! arrivano invece! si vede che la voce del nostro arrivo e' gia giunta nei dintorni e lentamente ma in maniera continua arrivano donne e uomini di tutte le eta' con i loro figli o nipoti attaccati chi al collo, chi alla schiena, chi gia cammina.
A silvia si illuminano gli occhi e si inizia a preparare tutta l'attrezzatura. Il nostro personale si cambia mettendosi i camici e le magliette di coopi e allestiscono sotto gli alberi di mango le pese per i bimbi (dei dinamometri con un'imbracatura per infilare il bambino) e nelle verande del centro di sanita' i metri per misurare l'altezza. Il "rito" dura parecchio perche' bisogna preparare le schede da riempire, i misuratori della circonferenza delle braccia dei bimbi e mettere le pese all'altezza degli occhi dei nutrizionisti che pesano i bimbi, ma non troppo basse che altrimenti i piu' grandi toccano per terra con i piedi.
La gente accampata nel cortile della missione aumenta a vista d'occhio, direi che sono gia piu' di 200. Il coordinatore dei nutrizionisti, che ha la ciacera facile e le fisique du role, fa un bel discorso in lingua swahili (qui non si parla il lingala come a kinshasa) che soprattutto le donne seguono con evidente interesse.
Iniziano le "danze" e, come potete vedere dalle foto che vi ho allegato, il percorso obbligatorio inizia con il riempimento di una scheda per ogni bimbo partendo dall'eta' (chi la sa'!), viene poi pesato, presa la circonferenza del braccio; passa poi al secondo padiglione dove misurano l'altezza tenendolo fermo in verticale o in orizzontale a seconda chiaramente dell'eta', visitato per vedere se ha evidenti segni di denutrizione (capelli chiari o quasi bianchi, macchie o croste sul corpo, piedi gonfi), dopodiche' silvia o chi per lei, verifica e incrocia i dati e decide se e' un caso da ricoverare nei centri, fare una distribuzione di cibo ad hoc presso la casa oppure nulla.
Rimaniamo li per alcune ore, tra le grida o le risate dei bimbi e il ciacolare degli adulti, tra i colori e gli odori di questa gente che continua ad arrivare.
Alle due siamo a pezzi e con lo stomaco che urla vendetta. I preti ci offrono un po' di cibo congolese e mentre il personale locale continuera' ancora per un'oretta prima di cominciare a smontare tutto l'ambaradan, noi "musungo" (bianchi) rientriamo a bunia con il primo carico di adulti e bambini da ricoverare.
Alla prossima, bacioni!
Voice of africa
lasciamo raccontare Gabriella............
Sono stata a Bunia una decina di giorni, giusto giusto poco prima che scoppiasse l'ennesimo casino! e sicuramente e' stata finora l'esperienza piu' bella che ho vissuto dal mio arrivo in congo.
Ma cominciamo dall'inizio...
La partenza da Goma a Bunia e' per la mattina presto, piove... l'aereoplanino romba sulla pista... torna indietro all'hangar! Problemi tecnici e serve un pezzo di ricambio che arrivera' solo in serata; quindi, ciccia per oggi, domani mattina se ne riparla!
Cosi si torna in albergo, scelto dopo vari tentativi come sapete, ma molto carino con la stanzetta a mo' di casina con anche il giardino davanti! Addirittura la tv che mi permette di farmi quattro sghignazzate con un film la sera e vedermi soprattutto un telegiornale che non vedo ormai da settimane! A kinshasa a volte si riesce a vedere il tg della rai via internet, si blocca spesso l'immagine o l'audio ma almeno riesco ad avere qualche notizia dal bel paese... ma a proposito, la domanda sorge spontanea, chi ha vinto sanremo?!
Torniamo a noi... passo la giornata all'internet cafe' per cercare di sbrigare almeno un po' di posta di lavoro e smanetto in camera visto che continua a piovere.
La sera si mangia in una gigantesca e molto bella payotte gestita da un italiano e riesco a divorare una pizza quasi vera e bere addirittura un fernet (era il minimo che ci volesse per digerirla!).
Finalmente l'indomani io, Fosca e il boss Claudio si riesce ad arrivare nella ridente bunia. Che tristezza... un aereoporto fantasma dove gli impiegati sono seduti in stanze enormi diroccate e senza nulla dentro, cercando di scroccarti tutto quello che possono. E tu li, con le tue cartacce piene di timbri per i lasciapassare (teoricamente siamo sempre in congo, ma le zone geografiche sono comunque gestite da governanti differenti che vanno, piu' o meno e a tempi alterni, daccordo tra loro) e ogni scusa e' buona per inventarsi una nuova regola appena nata dove il tuo timbro non vale piu' e chiaramente "te ghe de paga'"!
Dopo piu' di un'ora e cinque cristiani che ci hanno spillato tanti bei dollaroni, finalmente riusciamo ad uscire.
Bunia e' una cittadina che una decina d'anni fa doveva essere stata anche carina, mentre ora e' un accampamento di militari di ogni genere e tipo e nell'aereporto stesso c'e' un campo con tanto di carri armati e torrette di controllo.
Non c'e' che il ricordo di un asfalto fatto tanto tempo fa ma ora ricoperto di buche e di terra. Valerio, il logista, ci accoglie all'aereoporto mentre in ufficio ci attende Silvia, la capoprogetto. Sono entrambi giovani ma grintosi, Silvia ha solo 27 anni ed e' uno scatolino, Valerio e' grande e grosso e si e' fatto da poco musulmano.
Chiaramente, nonostante i suoi 34 anni, ha gia due mogli e 4 figli, tutti fuori dal congo.
L'ufficio e' accogliente e pieno di personale locale. Ci fanno tutti una grande festa e in particolare i due contabili che mi aspettavano sono un po' intimiditi. Sembrano cip e ciop, o forse i due carabinieri, uno scrive e l'altro legge ma nei giorni successivi mi rendo conto che sono validi e si compensano bene uno con l'altro effettivamente!
Si comincia subito a lavorare ma il bel fresco di goma e' solo un ricordo anche se non fa caldo come a kinshasa. La giornata vola e finalmente si va a casa. Davvero grande e bella, ben organizzata soprattutto per le emergenze con grandi scorte di viveri, cisterne d'acqua e carburante. L'unico neo e' che il solo mezzo di comunicazione con l'esterno e' il satellitare e per le zone limitrofe le radio che ognuno ha con se'. "Papa India" seguita da un numero progressivo e' la sigla usata per riconoscersi. Ho sempre adorato "giocare" con le radio anche se non ho mai imparato davvero ad usarle sul serio, dovro' trovare qualcuno che faccia un fioretto e me l'insegni; cosi come guidare l'auto con il 4x4...
Gia dal primo giorno l'aria che tira tra i colleghi, cioe' tra Silvia e Valerio contro Fosca, si taglia con il coltello. Fosca infatti ha fatto finora la pseudo coordinatrice ma non e' stata particolarmente amata da nessuno, ne' colleghi ne' personale locale. Lei se n'e' resa finalmente conto dopo mesi perche' silvia gliel'ha sbattuto in faccia qualche tempo fa e Fosca tutt'ora si sta leccando le ferite. Infatti dopo il primo giorno, inizia a stare male e si mette a letto con vomito e mal di testa per il resto dei due giorni che doveva rimanere. Fosca mi aveva raccontato a Kinshasa la sua versione dell'esperienza che aveva fatto come coordinatrice ma come sempre bisogna sentire le due campane e chiaramente non collimano mai e dopo la sua partenza silvia e valerio si sfogano con me!
Claudio e anche la sottoscritta pompano come dei matti da mane a sera, anzi notte! I poveri valerio e silvia sono cotti e noi pure. Finalmente fosca e claudio se ne vanno mentre io rimango a fare l'ospite ben oltre i mitici tre giorni, sperando di non puzzare come i pesci!
Devo dire che sono stata proprio bene con tutti loro, sia i due baldi giovani che il personale locale lavorando duro ma sempre in un ottimo clima. E la settimana vola via purtroppo.
Il venerdi Silvia mi propone di andare con loro a fare un'inchiesta nutrizionale sui bambini in un villaggio non molto lontano.Il progetto che segue lei infatti e' per l'emergenza nutrizionale dell'infanzia e sta facendo queste inchieste per avere dati da fornire al finanziatore per decidere dove aprire i nuovi centri. Accetto con entusiasmo, queste sono le uniche rare occasioni che si propongono a noi amministratori per togliere il sedere dalla sedia dell'ufficio e vedere cosa succede fuori sul terreno, traducendo i numeri in azioni. Mi sento quasi un po' in colpa perche' so' che devo fare un sacco di lavoro e il tempo che rimane non e' molto ma la voglia di capire qualcosa in piu' del progetto e' una tentazione troppo forte. Mai rimandare a domani ecc. ecc. Cosi per tagliare la testa al toro propongo a silvia di fare in auto una parte del corso di amministrazione, quella solo di chiacchiere diciamo, indispensabile ma che non necessita di supporto se non la lingua (mia!) e le orecchie (sue!). Silvia accetta entusiasta cosi da poter anche lei condividere con qualcuno di nuovo il frutto del suo lavoro.
La mattina levataccia all'alba ma quando siamo pronti per muovere il convoglio di tre auto piene di personale, via radio ci comunicano che la strada non e' sicura, ci sono stati degli scontri ed e' meglio aspettare.
Silvia e' sulle spine. L'appuntamento al villaggo era per le otto e ci vogliono quasi due ore per arrivarci, tra strada disastrata e continui posti di blocco. Dopo interminabili attese via radio finalmente arriva l'ok dopo un paio d'ore e si parte. La fortuna stavolta e' con noi e non ci fermano a nessun posto di blocco. Le auto sono cariche dentro, e fuori nel cassone sono sedute almeno altre 6 persone che mangiano la polvere della strada.
Finalmente arriviamo al villaggio dove c'e' una missione di padri bianchi che hanno costruito un centro di sanita' nello stile tipico missionario, a mattoncini rossi. La delusione di silvia e' evidente, ad attenderci solo una ventina di mamme con bimbi di varie eta', e lei mi spiega che generalmente arrivano invece a centinaia ma forse il ritardo e' stato tale che la gente si e' stufata e se n'e' andata... ma no! arrivano invece! si vede che la voce del nostro arrivo e' gia giunta nei dintorni e lentamente ma in maniera continua arrivano donne e uomini di tutte le eta' con i loro figli o nipoti attaccati chi al collo, chi alla schiena, chi gia cammina.
A silvia si illuminano gli occhi e si inizia a preparare tutta l'attrezzatura. Il nostro personale si cambia mettendosi i camici e le magliette di coopi e allestiscono sotto gli alberi di mango le pese per i bimbi (dei dinamometri con un'imbracatura per infilare il bambino) e nelle verande del centro di sanita' i metri per misurare l'altezza. Il "rito" dura parecchio perche' bisogna preparare le schede da riempire, i misuratori della circonferenza delle braccia dei bimbi e mettere le pese all'altezza degli occhi dei nutrizionisti che pesano i bimbi, ma non troppo basse che altrimenti i piu' grandi toccano per terra con i piedi.
La gente accampata nel cortile della missione aumenta a vista d'occhio, direi che sono gia piu' di 200. Il coordinatore dei nutrizionisti, che ha la ciacera facile e le fisique du role, fa un bel discorso in lingua swahili (qui non si parla il lingala come a kinshasa) che soprattutto le donne seguono con evidente interesse.
Iniziano le "danze" e, come potete vedere dalle foto che vi ho allegato, il percorso obbligatorio inizia con il riempimento di una scheda per ogni bimbo partendo dall'eta' (chi la sa'!), viene poi pesato, presa la circonferenza del braccio; passa poi al secondo padiglione dove misurano l'altezza tenendolo fermo in verticale o in orizzontale a seconda chiaramente dell'eta', visitato per vedere se ha evidenti segni di denutrizione (capelli chiari o quasi bianchi, macchie o croste sul corpo, piedi gonfi), dopodiche' silvia o chi per lei, verifica e incrocia i dati e decide se e' un caso da ricoverare nei centri, fare una distribuzione di cibo ad hoc presso la casa oppure nulla.
Rimaniamo li per alcune ore, tra le grida o le risate dei bimbi e il ciacolare degli adulti, tra i colori e gli odori di questa gente che continua ad arrivare.
Alle due siamo a pezzi e con lo stomaco che urla vendetta. I preti ci offrono un po' di cibo congolese e mentre il personale locale continuera' ancora per un'oretta prima di cominciare a smontare tutto l'ambaradan, noi "musungo" (bianchi) rientriamo a bunia con il primo carico di adulti e bambini da ricoverare.
Alla prossima, bacioni!
Voice of africa
lunedì, marzo 10, 2003
Finalmente è tornato il caldo. Non siamo ancora proprio caldissimi ma si sta molto meglio. Sopratutto la notte non si è più costretti a gelare sotto cumuli di coperte. Per festeggiare la primavera me ne sono andata a Luxor con Gaia e Emanuela e devo dire che è stato proprio un gran bel weekendino. Siamo partite all’alba di venerdi e siamo arrivate allo Sheraton alle 10, in tempo per una lautissima colazione. Poi ci siamo messe in piscina dove ci siamo bruciate al sole come delle cucuzze e poi via a dormire il pomeriggio come ciocchi. Serata al mercato, con acquisto di due tovaglie damascate, e al tempio di Luxor che è spettacoloso anche la sera. Al ritorno all’albergo prendiamo un calesse per fare una cosa romantica ma invece becchiamo un cavallo timido che si ferma a ogni auto e quindi il tragitto diventa lunghissimo. Ma non importa perchè si vedevano in cielo orione e lo scorpione e cassiopea in modo meraviglioso. Poi cena indiana ottima e di nuovo a letto a ronfare. Il mattino dopo la brava Gaia si è fatta un giro alla valle dei re mentre io e Manu ci riposavamo ulteriormente sulla terrazza dell’albergo che da sul Nilo e ha un panorama rilassantissimo. Quando è tornata Gaia siamo andate a pranzo da Ali Baba, graziosissima terrazza davanti al tempio di Luxor e abbiamo mangiato modestamente ma bene. Alle 4 io mi faccio portare alla stazione e prendo un trenino di seconda classe per Sohag. Efficentissimo, arrivo a casa alle 8. Qui a Sohag solita morte civile. La mia gatta era sparita da qualche giorno ma perfortuna è tornata ieri notte, facendomi alzare al buio. Ma non ho resistito appena ho sentito il suo miagolio notturno. Adesso come al solito sembra Attila in campagna di conquista, preferibilmente del tavolo dove io lavoro e mangio. La povera Jessica non ne può più e quindi me la porterò al Cairo e cerchero di tenerla il più possibile in città. L’unica cosa positiva di Sohag è la tv satellitare dove oggi ho visto i soliti video musicali, mio unico svago. Consiglio il bellissimo shape, delle sugarbabes.
lunedì, marzo 03, 2003
Carissimi, mi rendo conto che da un pò non racconto nessuna avventura particolare ma oggi l’unico brivido che posso avere è quello di comprare i limoni e quindi non mi sembra materiale adatto. Sono da un’ora alla mia scrivania con la finestra aperta davanti a me, su una giornata perfortuna bellissima, e sto cercando di aguzzare le orecchie per cogliere il grido di laimuuun!
Per ora ho sentito batatteeee, cioè patate, e poi il grido di un signore che arriva tutti i giorni in motococletta tirandosi dietro un carretto pieno di una roba che sembra lana grigia ma tipo quella per pulire le pentole. Non ho ancora capito a che serve. Tra l’altro proprio qualche giorno fa ho beccato al volo uno che reclamizzava “vecchia!!” cioè un robivecchi, e gli ho fatto svuotare finalmente il balconcino che era pieno di robaccia degli inquilini precedenti. Vecchi cuscini e giornali e vasi di plastica con ancora i tronchi di piante morte. Alla fine della raccolta il bravo vecchietto mi fa “3 pounds” e io subito tiro fuori il portafoglio pensando che fosse la tariffa da pagargli perchè mi sbarazzasse della robaccia. Invece era quello che lui voleva dare a me, come acquisto di roba che presumibilmente pensa di rivendere. Insomma son qui che aspetto e vedo il mondo che mi passa sotto casa, questo è il vantaggio in un paese dove molte donne non escono spesso di casa e quindi i venditori vanno da loro, girando i quartieri tutto il giorno e incrociando le grida. Senza dimenticare il casino che fanno i venditori di bombole di gas che battono una chiave inglese sulle bombole piene per attirare l’attenzione. Sotto ogni finestra c’è un bel cestinetto, a volte anche più d’uno e i venditori riempiono quello con gli ordini delle donne, che in cambio mandano giù i soldi. Il venditore di patate e verdure è più sofisticato e manda suo figlio a bussare a tutti i campanelli con le offerte del giorno. Il piccolino deve avere 6 o 7 anni ed è sveglissimo e gran lavoratore. Il tutto mi ricorda i racconti dei bassi napoletani, dove abitavano donne che non avevano mai visto il mare.
Per ora ho sentito batatteeee, cioè patate, e poi il grido di un signore che arriva tutti i giorni in motococletta tirandosi dietro un carretto pieno di una roba che sembra lana grigia ma tipo quella per pulire le pentole. Non ho ancora capito a che serve. Tra l’altro proprio qualche giorno fa ho beccato al volo uno che reclamizzava “vecchia!!” cioè un robivecchi, e gli ho fatto svuotare finalmente il balconcino che era pieno di robaccia degli inquilini precedenti. Vecchi cuscini e giornali e vasi di plastica con ancora i tronchi di piante morte. Alla fine della raccolta il bravo vecchietto mi fa “3 pounds” e io subito tiro fuori il portafoglio pensando che fosse la tariffa da pagargli perchè mi sbarazzasse della robaccia. Invece era quello che lui voleva dare a me, come acquisto di roba che presumibilmente pensa di rivendere. Insomma son qui che aspetto e vedo il mondo che mi passa sotto casa, questo è il vantaggio in un paese dove molte donne non escono spesso di casa e quindi i venditori vanno da loro, girando i quartieri tutto il giorno e incrociando le grida. Senza dimenticare il casino che fanno i venditori di bombole di gas che battono una chiave inglese sulle bombole piene per attirare l’attenzione. Sotto ogni finestra c’è un bel cestinetto, a volte anche più d’uno e i venditori riempiono quello con gli ordini delle donne, che in cambio mandano giù i soldi. Il venditore di patate e verdure è più sofisticato e manda suo figlio a bussare a tutti i campanelli con le offerte del giorno. Il piccolino deve avere 6 o 7 anni ed è sveglissimo e gran lavoratore. Il tutto mi ricorda i racconti dei bassi napoletani, dove abitavano donne che non avevano mai visto il mare.
venerdì, febbraio 28, 2003
Grande successo di pubblico alla mia festa. Una bella cena in 8, numero ideale a tavola, tutti un pò sbornzi e giocherelloni. Gaia aveva arredato la sala da pranzo con un gigantesco disegno di un asinello multicolore con la lingua di fuori che dice tanti auguri ale! E palloncini e fiori e candele arancioni e blu. La torta Sacher non c’è stata perchè Emanuela l’ha bruciata ma in compenso ha portato una gigantesca torta di cioccolata con le noci che non ci ha fatto rimpiangere nulla. Da bere srewdriver, vino bianco e champagne francese. Da mangiare pasta alla norma, formaggi e insalata e la torta. Leggero leggero. La lista dei regali: un barattolo di Nutella da un 1 Kilo, un quaderno a fogli bianchi per disegnare, un maglione caldissimo, fatto a giacca, molto simpatico in lana nera bouclè, corbeille di fiori gigantesca, mazzi di fiori vari. Presto ci saranno anche le foto visto che ne abbiamo scattate decine e decine. Vi farò una scelta. In più io mi sono regalata un meraviglioso album da acquerello con tavolozza cotman e 3 pennelli meravigliosi. E matita carbone, matita carboncino e matita pietra nera con blocco di fogli da schizzo giganteschi. Dopo la cena abbiamo ballato in casa con spettacoli vari, Paolo tipo dj, Paola e Sana con la danza del ventre, io mi sono esibita in un hare krishna hare hare da hair, tutti insieme il trenino. E poi ancora in dicosteca, posto molto esclusivo ma con musica orrida e quindi dopo vari sforzi per divertirci siamo tornati a casa alle 2, stanchi ma felici. Un bellissimo compleanno e devo dire mi ha rimesso molto in sesto. Alla prossima con le foto.
giovedì, febbraio 27, 2003
Tanti auguri a tee, tanti auguri a teee, tanti auguri Alessandraaaaa, tanti auguuuriii aaaa teeeeeeeee!! Grazie, grazie, a coloro che numerosi mi fanno gli auguri il questo giorno del mio compleanno.
Al Cairo in questi giorni fa piuttosto freddino e io vivo con la stufa accessa. Più che compleanno fa quasi Natale. Stasera ho organizzato una bella cenetta di compleanno a casa di Gaia che ha un tavolo per 10 dove ci siederemo allegramente a mangiare pasta alla norma, insalata e formaggi e torta sacher fatta da Emanuela. Meglio di così non poteva andare. Inoltre ho deciso di farmi un bel regalo e quindi oggi pomeriggio me ne vado nel negozio di belle arti e mi compro blocchi, carboncino, pennelli e aquerelli e mi dedico all’arte, che ho lasciato da parte per troppo tempo. Avevopensato in un primo momento di andare al negozio di oggetti asiatici e regalrami una bella tazza da tè in porcellana, con disegni di rose e foglie. Non è detto che non esageri!!
Comunque oggi lavoro anche un pò, sono stata in banca e devo pagare l’affitto. Sto anche cercando un nuovo ufficio, che APS dividerà con un altra ONG, Movimondo. Sarà molto più grande e professionale e ci sarà una segretaria e sala meeting con lavagna luminosa. Spaziale! Questo però cuol dire che si lascia questo appartamentino dove tutto sommato mi ero anche trovata bene. Mi mancherà un pò il quartiere che è simpatico. Ma almeno conoscerò altre zone del Cairo.
Per oggi è tutto, vado a organizzarmi per i regali e la cena.
Al Cairo in questi giorni fa piuttosto freddino e io vivo con la stufa accessa. Più che compleanno fa quasi Natale. Stasera ho organizzato una bella cenetta di compleanno a casa di Gaia che ha un tavolo per 10 dove ci siederemo allegramente a mangiare pasta alla norma, insalata e formaggi e torta sacher fatta da Emanuela. Meglio di così non poteva andare. Inoltre ho deciso di farmi un bel regalo e quindi oggi pomeriggio me ne vado nel negozio di belle arti e mi compro blocchi, carboncino, pennelli e aquerelli e mi dedico all’arte, che ho lasciato da parte per troppo tempo. Avevopensato in un primo momento di andare al negozio di oggetti asiatici e regalrami una bella tazza da tè in porcellana, con disegni di rose e foglie. Non è detto che non esageri!!
Comunque oggi lavoro anche un pò, sono stata in banca e devo pagare l’affitto. Sto anche cercando un nuovo ufficio, che APS dividerà con un altra ONG, Movimondo. Sarà molto più grande e professionale e ci sarà una segretaria e sala meeting con lavagna luminosa. Spaziale! Questo però cuol dire che si lascia questo appartamentino dove tutto sommato mi ero anche trovata bene. Mi mancherà un pò il quartiere che è simpatico. Ma almeno conoscerò altre zone del Cairo.
Per oggi è tutto, vado a organizzarmi per i regali e la cena.
giovedì, febbraio 20, 2003
Pardon Pardon!!
Lo so che sono stata molto pigra ultimamente ma ora vi spiego. Prima di tutto sono stata una settimana in Italia, a sorpresa, in quanto non ne potevo più di stare male e avevo bisogno di coccole. Quindi mi sono recata dai miei divoti genitori che mi hanno trattata come al solito benissimo, nutrendomi e tenendomi riguardata tutto il tempo. Questo al posto della famosa crociera che all’ultimo minuto è saltata per mancanza di posti sull’aereo. Bischeri!! Ero in agenzia, un pò incazzata, ma mi ero portata il biglietto per l’Italia in quanto già subodoravo i meccanismi delle liste d’attesa egiziane. E quindi quando mi hanno confermato che non partivo mi sono fatta prenotare per Roma. In teoria per il giorno dopo invece ero talmente sfatta che lì per lì ho preso un taxi per l’aereoporto e, grazie al fatto che l’aereo era in ritardo di un’ora, ho preso quello del giorno stesso. La brava Gaia ha pensato a chiudere casa e io mi sono ritrovata così com’ero a casetta da mamma e papà. E dopo questo interludio di nuovo al Cairo dove ovviamente non c’è molto da fare sempre in attesa di permessi amministrativi. Si capisce perchè qui si vive dicendo inshalla...
Poi in questi giorni sono allietata dalla presenza di un consulente da APS, che è il figlio di una signora al ministero degli affari esteri, a cui hanno affidato una missione di dieci giorni raccogliere informazioni per un possibile nuovo progetto. E voi vi direte che sono io che dovrei fare queste cose... ma bisognava fare un favore a mammà e quindi eccolo qui, molto sperduto su cosa e come fare. Il primo giorno lo ha passato a fare le sue mail personale e oggi l’ho mandato in giro con altri progetti che già mi ha un pò esasperato. E rimane fino al 5 marzo!! Ieri sera lo vedo con i piedi sul tavolo e gli chiedo almeno di togliersi le scarpe. Lui mi fa che mi ha visto farlo a me e quindi pensava fosse ok. Solo che io in casa porto ciabatte e non le scarpe con cui vado fuori...
Ma che je devo dì? Se non lo strozzo prima del 5 sarà un miracolo.
Poi volevo dire che ho visto in dvd il film di spielberg con di caprio e non è malaccissimo. Ho cercato di vedere anche le due torri ma dopo la prima mezzora è saltato e adesso sono qui che mi chiedo come andrà a finire. Cioè lo so perchè ho letto il libro ma trovavo molto interessanti i cavalieri di Rohan.
E questo è tutto. Ah no, ho ricevuto un messaggio da Elena, chissà chi è, che mi chiede se si può venire al Cairo a marzo. Secondo me si, ma non vorrei che poi ci sono casini e mi si danno responsabilità. Il nostro ambasciatore ci ha assicurato che al momento non ci sono allarmi e se ci saranno ci faranno sapere. Secondo me leggete i giornali e saprete esattamente le stesse cose. Io comunque spero molto nella venuta a marzo della mia cuginetta favorita con prole. Inshalla!
Lo so che sono stata molto pigra ultimamente ma ora vi spiego. Prima di tutto sono stata una settimana in Italia, a sorpresa, in quanto non ne potevo più di stare male e avevo bisogno di coccole. Quindi mi sono recata dai miei divoti genitori che mi hanno trattata come al solito benissimo, nutrendomi e tenendomi riguardata tutto il tempo. Questo al posto della famosa crociera che all’ultimo minuto è saltata per mancanza di posti sull’aereo. Bischeri!! Ero in agenzia, un pò incazzata, ma mi ero portata il biglietto per l’Italia in quanto già subodoravo i meccanismi delle liste d’attesa egiziane. E quindi quando mi hanno confermato che non partivo mi sono fatta prenotare per Roma. In teoria per il giorno dopo invece ero talmente sfatta che lì per lì ho preso un taxi per l’aereoporto e, grazie al fatto che l’aereo era in ritardo di un’ora, ho preso quello del giorno stesso. La brava Gaia ha pensato a chiudere casa e io mi sono ritrovata così com’ero a casetta da mamma e papà. E dopo questo interludio di nuovo al Cairo dove ovviamente non c’è molto da fare sempre in attesa di permessi amministrativi. Si capisce perchè qui si vive dicendo inshalla...
Poi in questi giorni sono allietata dalla presenza di un consulente da APS, che è il figlio di una signora al ministero degli affari esteri, a cui hanno affidato una missione di dieci giorni raccogliere informazioni per un possibile nuovo progetto. E voi vi direte che sono io che dovrei fare queste cose... ma bisognava fare un favore a mammà e quindi eccolo qui, molto sperduto su cosa e come fare. Il primo giorno lo ha passato a fare le sue mail personale e oggi l’ho mandato in giro con altri progetti che già mi ha un pò esasperato. E rimane fino al 5 marzo!! Ieri sera lo vedo con i piedi sul tavolo e gli chiedo almeno di togliersi le scarpe. Lui mi fa che mi ha visto farlo a me e quindi pensava fosse ok. Solo che io in casa porto ciabatte e non le scarpe con cui vado fuori...
Ma che je devo dì? Se non lo strozzo prima del 5 sarà un miracolo.
Poi volevo dire che ho visto in dvd il film di spielberg con di caprio e non è malaccissimo. Ho cercato di vedere anche le due torri ma dopo la prima mezzora è saltato e adesso sono qui che mi chiedo come andrà a finire. Cioè lo so perchè ho letto il libro ma trovavo molto interessanti i cavalieri di Rohan.
E questo è tutto. Ah no, ho ricevuto un messaggio da Elena, chissà chi è, che mi chiede se si può venire al Cairo a marzo. Secondo me si, ma non vorrei che poi ci sono casini e mi si danno responsabilità. Il nostro ambasciatore ci ha assicurato che al momento non ci sono allarmi e se ci saranno ci faranno sapere. Secondo me leggete i giornali e saprete esattamente le stesse cose. Io comunque spero molto nella venuta a marzo della mia cuginetta favorita con prole. Inshalla!
sabato, febbraio 08, 2003
Mi rendo conto che è un pò che non scrivo ma prima ho incredibilmente lavorato qualche giorno e poi mi sono ammalata malamente e sono tre giorni che vago dolorante, non vi dico i particolari, e oggi sono andata dal dottore. In una bella clinica nella parte bella del mio quartiere dove mi hanno subito chiesto se ero delle UN e se pagavo cash. Rassicurati sul secondo punto mi hanno fatto visitare da un simpatico dottore vestito peraltro in berlusconiano doppiopetto blu. Poi analisi e ultrasuoni all’addome e perfortuna non è nient’altro che un ritorno di una cosa che già ho avuto e conosco e quindi giù medicine appropriate e adesso che è sera del terzo giorno sto già meglio e ho mangiato riso bianco e fette biscottate con marmellata. Bonne Maman alle albicocche, un classico.
Quindi niente paura, adesso mi rimetto in sesto e ritorno con le mie avventure. Tra l’altro settimana prossima dovrei essere in crociera sul lago Nasser e mi aspetto grandi cose tra cui la vista di Abu Simbel dal lago che spero proprio bella. Vi farò sapere.
Quindi niente paura, adesso mi rimetto in sesto e ritorno con le mie avventure. Tra l’altro settimana prossima dovrei essere in crociera sul lago Nasser e mi aspetto grandi cose tra cui la vista di Abu Simbel dal lago che spero proprio bella. Vi farò sapere.
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