Il tempo passa più lento quando non si fa niente.
Grazie a una vertebra rotta ho passato tutto giugno chiusa in casa. Computer e televisione, interrotti solo il weekend dai giornali cartacei che continuo a comprare, mi fanno compagnia. Qualche libro e tanto sudoku. Ho dovuto rinunciare alla settimana di campeggio al mare con Danila, che abbiamo rimandato a settembre. Dita incrociate.
Per fortuna a metà luglio sono riuscita ad andare a una bellissima settimana a Vallombrosa con la Scuola di conduzione in Psicosintesi, dove ho passato gli esami e vado al secondo di tre anni di studio.
Al ritorno dalle foreste toscane mi sono chiusa in casa a svangare luglio e agosto bollenti grazie all'aria condizionata.
Esco la mattina per il lavoro e poi a stento faccio la spesa e torno a rifugiarmi in casa. Persino Filino esce meno, che è dire tutto.
Ancora non sono riuscita ad andare a fare ordine a casa di mamma. Febbraio, marzo, aprile e maggio sono passati senza registrarsi, a giugno è cominciato il caldo e non riesco a immaginare di muovermi. Ogni tanto vado a prendere una piccola cosa, per mantenere un minimo di progettualità, ma sono ancora lontana da risultati...
Su alcune cose ho rinunciato a capire, me stessa, il tempo che passa, i miei sentimenti. Vado in automatico sulle cose che devo fare e le altre scorrono con, incredibilmente, pochissimo attrito. La quantità di cose che non si "devono" fare è vasta. Non si capisce la portata fino a che non si smette di farle... Da un lato questo chiarisce quali sono veramente i "doveri", gli impegni che veramente vogliamo prendere con noi stessi e la società in cui viviamo. Dall'altro è chiaro che non fare delle cose può non avere conseguenze immediate ma alcune cose alla lunga si accumulano e alla fine il conto arriva tutto insieme.
Quindi bisogna evitare di accumulare troppe cose necessarie, tante piccole cose da fare tutti i giorni che sembrano non importanti al momento ma alla fine danno un senso, un percorso. Per me sono soprattutto cose legate agli altri.
Purtroppo ho anche dovuto cambiare medico di base. Dopo padre e figlio, adesso passo a una dottoressa sconosciuta ma vicino casa. Voglio vedere se riesco a prendere la mia salute un po' più sul serio. Non troppo, ma un po' si.

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