Cari amici, visto che io non faccio nulla di avvenutoroso vi mando le avventure della mia amica Gabriella in Congo. Non vi viene voglia di andare subito lì? Non vogliamo organizzare un bel charter e trasferirici tutti? Ah, l'Africa....
lasciamo raccontare Gabriella............
Sono stata a Bunia una decina di giorni, giusto giusto poco prima che scoppiasse l'ennesimo casino! e sicuramente e' stata finora l'esperienza piu' bella che ho vissuto dal mio arrivo in congo.
Ma cominciamo dall'inizio...
La partenza da Goma a Bunia e' per la mattina presto, piove... l'aereoplanino romba sulla pista... torna indietro all'hangar! Problemi tecnici e serve un pezzo di ricambio che arrivera' solo in serata; quindi, ciccia per oggi, domani mattina se ne riparla!
Cosi si torna in albergo, scelto dopo vari tentativi come sapete, ma molto carino con la stanzetta a mo' di casina con anche il giardino davanti! Addirittura la tv che mi permette di farmi quattro sghignazzate con un film la sera e vedermi soprattutto un telegiornale che non vedo ormai da settimane! A kinshasa a volte si riesce a vedere il tg della rai via internet, si blocca spesso l'immagine o l'audio ma almeno riesco ad avere qualche notizia dal bel paese... ma a proposito, la domanda sorge spontanea, chi ha vinto sanremo?!
Torniamo a noi... passo la giornata all'internet cafe' per cercare di sbrigare almeno un po' di posta di lavoro e smanetto in camera visto che continua a piovere.
La sera si mangia in una gigantesca e molto bella payotte gestita da un italiano e riesco a divorare una pizza quasi vera e bere addirittura un fernet (era il minimo che ci volesse per digerirla!).
Finalmente l'indomani io, Fosca e il boss Claudio si riesce ad arrivare nella ridente bunia. Che tristezza... un aereoporto fantasma dove gli impiegati sono seduti in stanze enormi diroccate e senza nulla dentro, cercando di scroccarti tutto quello che possono. E tu li, con le tue cartacce piene di timbri per i lasciapassare (teoricamente siamo sempre in congo, ma le zone geografiche sono comunque gestite da governanti differenti che vanno, piu' o meno e a tempi alterni, daccordo tra loro) e ogni scusa e' buona per inventarsi una nuova regola appena nata dove il tuo timbro non vale piu' e chiaramente "te ghe de paga'"!
Dopo piu' di un'ora e cinque cristiani che ci hanno spillato tanti bei dollaroni, finalmente riusciamo ad uscire.
Bunia e' una cittadina che una decina d'anni fa doveva essere stata anche carina, mentre ora e' un accampamento di militari di ogni genere e tipo e nell'aereporto stesso c'e' un campo con tanto di carri armati e torrette di controllo.
Non c'e' che il ricordo di un asfalto fatto tanto tempo fa ma ora ricoperto di buche e di terra. Valerio, il logista, ci accoglie all'aereoporto mentre in ufficio ci attende Silvia, la capoprogetto. Sono entrambi giovani ma grintosi, Silvia ha solo 27 anni ed e' uno scatolino, Valerio e' grande e grosso e si e' fatto da poco musulmano.
Chiaramente, nonostante i suoi 34 anni, ha gia due mogli e 4 figli, tutti fuori dal congo.
L'ufficio e' accogliente e pieno di personale locale. Ci fanno tutti una grande festa e in particolare i due contabili che mi aspettavano sono un po' intimiditi. Sembrano cip e ciop, o forse i due carabinieri, uno scrive e l'altro legge ma nei giorni successivi mi rendo conto che sono validi e si compensano bene uno con l'altro effettivamente!
Si comincia subito a lavorare ma il bel fresco di goma e' solo un ricordo anche se non fa caldo come a kinshasa. La giornata vola e finalmente si va a casa. Davvero grande e bella, ben organizzata soprattutto per le emergenze con grandi scorte di viveri, cisterne d'acqua e carburante. L'unico neo e' che il solo mezzo di comunicazione con l'esterno e' il satellitare e per le zone limitrofe le radio che ognuno ha con se'. "Papa India" seguita da un numero progressivo e' la sigla usata per riconoscersi. Ho sempre adorato "giocare" con le radio anche se non ho mai imparato davvero ad usarle sul serio, dovro' trovare qualcuno che faccia un fioretto e me l'insegni; cosi come guidare l'auto con il 4x4...
Gia dal primo giorno l'aria che tira tra i colleghi, cioe' tra Silvia e Valerio contro Fosca, si taglia con il coltello. Fosca infatti ha fatto finora la pseudo coordinatrice ma non e' stata particolarmente amata da nessuno, ne' colleghi ne' personale locale. Lei se n'e' resa finalmente conto dopo mesi perche' silvia gliel'ha sbattuto in faccia qualche tempo fa e Fosca tutt'ora si sta leccando le ferite. Infatti dopo il primo giorno, inizia a stare male e si mette a letto con vomito e mal di testa per il resto dei due giorni che doveva rimanere. Fosca mi aveva raccontato a Kinshasa la sua versione dell'esperienza che aveva fatto come coordinatrice ma come sempre bisogna sentire le due campane e chiaramente non collimano mai e dopo la sua partenza silvia e valerio si sfogano con me!
Claudio e anche la sottoscritta pompano come dei matti da mane a sera, anzi notte! I poveri valerio e silvia sono cotti e noi pure. Finalmente fosca e claudio se ne vanno mentre io rimango a fare l'ospite ben oltre i mitici tre giorni, sperando di non puzzare come i pesci!
Devo dire che sono stata proprio bene con tutti loro, sia i due baldi giovani che il personale locale lavorando duro ma sempre in un ottimo clima. E la settimana vola via purtroppo.
Il venerdi Silvia mi propone di andare con loro a fare un'inchiesta nutrizionale sui bambini in un villaggio non molto lontano.Il progetto che segue lei infatti e' per l'emergenza nutrizionale dell'infanzia e sta facendo queste inchieste per avere dati da fornire al finanziatore per decidere dove aprire i nuovi centri. Accetto con entusiasmo, queste sono le uniche rare occasioni che si propongono a noi amministratori per togliere il sedere dalla sedia dell'ufficio e vedere cosa succede fuori sul terreno, traducendo i numeri in azioni. Mi sento quasi un po' in colpa perche' so' che devo fare un sacco di lavoro e il tempo che rimane non e' molto ma la voglia di capire qualcosa in piu' del progetto e' una tentazione troppo forte. Mai rimandare a domani ecc. ecc. Cosi per tagliare la testa al toro propongo a silvia di fare in auto una parte del corso di amministrazione, quella solo di chiacchiere diciamo, indispensabile ma che non necessita di supporto se non la lingua (mia!) e le orecchie (sue!). Silvia accetta entusiasta cosi da poter anche lei condividere con qualcuno di nuovo il frutto del suo lavoro.
La mattina levataccia all'alba ma quando siamo pronti per muovere il convoglio di tre auto piene di personale, via radio ci comunicano che la strada non e' sicura, ci sono stati degli scontri ed e' meglio aspettare.
Silvia e' sulle spine. L'appuntamento al villaggo era per le otto e ci vogliono quasi due ore per arrivarci, tra strada disastrata e continui posti di blocco. Dopo interminabili attese via radio finalmente arriva l'ok dopo un paio d'ore e si parte. La fortuna stavolta e' con noi e non ci fermano a nessun posto di blocco. Le auto sono cariche dentro, e fuori nel cassone sono sedute almeno altre 6 persone che mangiano la polvere della strada.
Finalmente arriviamo al villaggio dove c'e' una missione di padri bianchi che hanno costruito un centro di sanita' nello stile tipico missionario, a mattoncini rossi. La delusione di silvia e' evidente, ad attenderci solo una ventina di mamme con bimbi di varie eta', e lei mi spiega che generalmente arrivano invece a centinaia ma forse il ritardo e' stato tale che la gente si e' stufata e se n'e' andata... ma no! arrivano invece! si vede che la voce del nostro arrivo e' gia giunta nei dintorni e lentamente ma in maniera continua arrivano donne e uomini di tutte le eta' con i loro figli o nipoti attaccati chi al collo, chi alla schiena, chi gia cammina.
A silvia si illuminano gli occhi e si inizia a preparare tutta l'attrezzatura. Il nostro personale si cambia mettendosi i camici e le magliette di coopi e allestiscono sotto gli alberi di mango le pese per i bimbi (dei dinamometri con un'imbracatura per infilare il bambino) e nelle verande del centro di sanita' i metri per misurare l'altezza. Il "rito" dura parecchio perche' bisogna preparare le schede da riempire, i misuratori della circonferenza delle braccia dei bimbi e mettere le pese all'altezza degli occhi dei nutrizionisti che pesano i bimbi, ma non troppo basse che altrimenti i piu' grandi toccano per terra con i piedi.
La gente accampata nel cortile della missione aumenta a vista d'occhio, direi che sono gia piu' di 200. Il coordinatore dei nutrizionisti, che ha la ciacera facile e le fisique du role, fa un bel discorso in lingua swahili (qui non si parla il lingala come a kinshasa) che soprattutto le donne seguono con evidente interesse.
Iniziano le "danze" e, come potete vedere dalle foto che vi ho allegato, il percorso obbligatorio inizia con il riempimento di una scheda per ogni bimbo partendo dall'eta' (chi la sa'!), viene poi pesato, presa la circonferenza del braccio; passa poi al secondo padiglione dove misurano l'altezza tenendolo fermo in verticale o in orizzontale a seconda chiaramente dell'eta', visitato per vedere se ha evidenti segni di denutrizione (capelli chiari o quasi bianchi, macchie o croste sul corpo, piedi gonfi), dopodiche' silvia o chi per lei, verifica e incrocia i dati e decide se e' un caso da ricoverare nei centri, fare una distribuzione di cibo ad hoc presso la casa oppure nulla.
Rimaniamo li per alcune ore, tra le grida o le risate dei bimbi e il ciacolare degli adulti, tra i colori e gli odori di questa gente che continua ad arrivare.
Alle due siamo a pezzi e con lo stomaco che urla vendetta. I preti ci offrono un po' di cibo congolese e mentre il personale locale continuera' ancora per un'oretta prima di cominciare a smontare tutto l'ambaradan, noi "musungo" (bianchi) rientriamo a bunia con il primo carico di adulti e bambini da ricoverare.
Alla prossima, bacioni!
Voice of africa
Dal 2002 al 2005 "Avventure d'Egitto" e poi fino al 2012 "Come stai? Benin!". Dal 2013 sono a Roma e dal 2018 lavoro come assistente per una congregazione di suore missionarie. Nel frattempo sono diventata Insegnante Feldenkrais e Insegnante Mindfulness.
venerdì, marzo 14, 2003
lunedì, marzo 10, 2003
Finalmente è tornato il caldo. Non siamo ancora proprio caldissimi ma si sta molto meglio. Sopratutto la notte non si è più costretti a gelare sotto cumuli di coperte. Per festeggiare la primavera me ne sono andata a Luxor con Gaia e Emanuela e devo dire che è stato proprio un gran bel weekendino. Siamo partite all’alba di venerdi e siamo arrivate allo Sheraton alle 10, in tempo per una lautissima colazione. Poi ci siamo messe in piscina dove ci siamo bruciate al sole come delle cucuzze e poi via a dormire il pomeriggio come ciocchi. Serata al mercato, con acquisto di due tovaglie damascate, e al tempio di Luxor che è spettacoloso anche la sera. Al ritorno all’albergo prendiamo un calesse per fare una cosa romantica ma invece becchiamo un cavallo timido che si ferma a ogni auto e quindi il tragitto diventa lunghissimo. Ma non importa perchè si vedevano in cielo orione e lo scorpione e cassiopea in modo meraviglioso. Poi cena indiana ottima e di nuovo a letto a ronfare. Il mattino dopo la brava Gaia si è fatta un giro alla valle dei re mentre io e Manu ci riposavamo ulteriormente sulla terrazza dell’albergo che da sul Nilo e ha un panorama rilassantissimo. Quando è tornata Gaia siamo andate a pranzo da Ali Baba, graziosissima terrazza davanti al tempio di Luxor e abbiamo mangiato modestamente ma bene. Alle 4 io mi faccio portare alla stazione e prendo un trenino di seconda classe per Sohag. Efficentissimo, arrivo a casa alle 8. Qui a Sohag solita morte civile. La mia gatta era sparita da qualche giorno ma perfortuna è tornata ieri notte, facendomi alzare al buio. Ma non ho resistito appena ho sentito il suo miagolio notturno. Adesso come al solito sembra Attila in campagna di conquista, preferibilmente del tavolo dove io lavoro e mangio. La povera Jessica non ne può più e quindi me la porterò al Cairo e cerchero di tenerla il più possibile in città. L’unica cosa positiva di Sohag è la tv satellitare dove oggi ho visto i soliti video musicali, mio unico svago. Consiglio il bellissimo shape, delle sugarbabes.
lunedì, marzo 03, 2003
Carissimi, mi rendo conto che da un pò non racconto nessuna avventura particolare ma oggi l’unico brivido che posso avere è quello di comprare i limoni e quindi non mi sembra materiale adatto. Sono da un’ora alla mia scrivania con la finestra aperta davanti a me, su una giornata perfortuna bellissima, e sto cercando di aguzzare le orecchie per cogliere il grido di laimuuun!
Per ora ho sentito batatteeee, cioè patate, e poi il grido di un signore che arriva tutti i giorni in motococletta tirandosi dietro un carretto pieno di una roba che sembra lana grigia ma tipo quella per pulire le pentole. Non ho ancora capito a che serve. Tra l’altro proprio qualche giorno fa ho beccato al volo uno che reclamizzava “vecchia!!” cioè un robivecchi, e gli ho fatto svuotare finalmente il balconcino che era pieno di robaccia degli inquilini precedenti. Vecchi cuscini e giornali e vasi di plastica con ancora i tronchi di piante morte. Alla fine della raccolta il bravo vecchietto mi fa “3 pounds” e io subito tiro fuori il portafoglio pensando che fosse la tariffa da pagargli perchè mi sbarazzasse della robaccia. Invece era quello che lui voleva dare a me, come acquisto di roba che presumibilmente pensa di rivendere. Insomma son qui che aspetto e vedo il mondo che mi passa sotto casa, questo è il vantaggio in un paese dove molte donne non escono spesso di casa e quindi i venditori vanno da loro, girando i quartieri tutto il giorno e incrociando le grida. Senza dimenticare il casino che fanno i venditori di bombole di gas che battono una chiave inglese sulle bombole piene per attirare l’attenzione. Sotto ogni finestra c’è un bel cestinetto, a volte anche più d’uno e i venditori riempiono quello con gli ordini delle donne, che in cambio mandano giù i soldi. Il venditore di patate e verdure è più sofisticato e manda suo figlio a bussare a tutti i campanelli con le offerte del giorno. Il piccolino deve avere 6 o 7 anni ed è sveglissimo e gran lavoratore. Il tutto mi ricorda i racconti dei bassi napoletani, dove abitavano donne che non avevano mai visto il mare.
Per ora ho sentito batatteeee, cioè patate, e poi il grido di un signore che arriva tutti i giorni in motococletta tirandosi dietro un carretto pieno di una roba che sembra lana grigia ma tipo quella per pulire le pentole. Non ho ancora capito a che serve. Tra l’altro proprio qualche giorno fa ho beccato al volo uno che reclamizzava “vecchia!!” cioè un robivecchi, e gli ho fatto svuotare finalmente il balconcino che era pieno di robaccia degli inquilini precedenti. Vecchi cuscini e giornali e vasi di plastica con ancora i tronchi di piante morte. Alla fine della raccolta il bravo vecchietto mi fa “3 pounds” e io subito tiro fuori il portafoglio pensando che fosse la tariffa da pagargli perchè mi sbarazzasse della robaccia. Invece era quello che lui voleva dare a me, come acquisto di roba che presumibilmente pensa di rivendere. Insomma son qui che aspetto e vedo il mondo che mi passa sotto casa, questo è il vantaggio in un paese dove molte donne non escono spesso di casa e quindi i venditori vanno da loro, girando i quartieri tutto il giorno e incrociando le grida. Senza dimenticare il casino che fanno i venditori di bombole di gas che battono una chiave inglese sulle bombole piene per attirare l’attenzione. Sotto ogni finestra c’è un bel cestinetto, a volte anche più d’uno e i venditori riempiono quello con gli ordini delle donne, che in cambio mandano giù i soldi. Il venditore di patate e verdure è più sofisticato e manda suo figlio a bussare a tutti i campanelli con le offerte del giorno. Il piccolino deve avere 6 o 7 anni ed è sveglissimo e gran lavoratore. Il tutto mi ricorda i racconti dei bassi napoletani, dove abitavano donne che non avevano mai visto il mare.
venerdì, febbraio 28, 2003
Grande successo di pubblico alla mia festa. Una bella cena in 8, numero ideale a tavola, tutti un pò sbornzi e giocherelloni. Gaia aveva arredato la sala da pranzo con un gigantesco disegno di un asinello multicolore con la lingua di fuori che dice tanti auguri ale! E palloncini e fiori e candele arancioni e blu. La torta Sacher non c’è stata perchè Emanuela l’ha bruciata ma in compenso ha portato una gigantesca torta di cioccolata con le noci che non ci ha fatto rimpiangere nulla. Da bere srewdriver, vino bianco e champagne francese. Da mangiare pasta alla norma, formaggi e insalata e la torta. Leggero leggero. La lista dei regali: un barattolo di Nutella da un 1 Kilo, un quaderno a fogli bianchi per disegnare, un maglione caldissimo, fatto a giacca, molto simpatico in lana nera bouclè, corbeille di fiori gigantesca, mazzi di fiori vari. Presto ci saranno anche le foto visto che ne abbiamo scattate decine e decine. Vi farò una scelta. In più io mi sono regalata un meraviglioso album da acquerello con tavolozza cotman e 3 pennelli meravigliosi. E matita carbone, matita carboncino e matita pietra nera con blocco di fogli da schizzo giganteschi. Dopo la cena abbiamo ballato in casa con spettacoli vari, Paolo tipo dj, Paola e Sana con la danza del ventre, io mi sono esibita in un hare krishna hare hare da hair, tutti insieme il trenino. E poi ancora in dicosteca, posto molto esclusivo ma con musica orrida e quindi dopo vari sforzi per divertirci siamo tornati a casa alle 2, stanchi ma felici. Un bellissimo compleanno e devo dire mi ha rimesso molto in sesto. Alla prossima con le foto.
giovedì, febbraio 27, 2003
Tanti auguri a tee, tanti auguri a teee, tanti auguri Alessandraaaaa, tanti auguuuriii aaaa teeeeeeeee!! Grazie, grazie, a coloro che numerosi mi fanno gli auguri il questo giorno del mio compleanno.
Al Cairo in questi giorni fa piuttosto freddino e io vivo con la stufa accessa. Più che compleanno fa quasi Natale. Stasera ho organizzato una bella cenetta di compleanno a casa di Gaia che ha un tavolo per 10 dove ci siederemo allegramente a mangiare pasta alla norma, insalata e formaggi e torta sacher fatta da Emanuela. Meglio di così non poteva andare. Inoltre ho deciso di farmi un bel regalo e quindi oggi pomeriggio me ne vado nel negozio di belle arti e mi compro blocchi, carboncino, pennelli e aquerelli e mi dedico all’arte, che ho lasciato da parte per troppo tempo. Avevopensato in un primo momento di andare al negozio di oggetti asiatici e regalrami una bella tazza da tè in porcellana, con disegni di rose e foglie. Non è detto che non esageri!!
Comunque oggi lavoro anche un pò, sono stata in banca e devo pagare l’affitto. Sto anche cercando un nuovo ufficio, che APS dividerà con un altra ONG, Movimondo. Sarà molto più grande e professionale e ci sarà una segretaria e sala meeting con lavagna luminosa. Spaziale! Questo però cuol dire che si lascia questo appartamentino dove tutto sommato mi ero anche trovata bene. Mi mancherà un pò il quartiere che è simpatico. Ma almeno conoscerò altre zone del Cairo.
Per oggi è tutto, vado a organizzarmi per i regali e la cena.
Al Cairo in questi giorni fa piuttosto freddino e io vivo con la stufa accessa. Più che compleanno fa quasi Natale. Stasera ho organizzato una bella cenetta di compleanno a casa di Gaia che ha un tavolo per 10 dove ci siederemo allegramente a mangiare pasta alla norma, insalata e formaggi e torta sacher fatta da Emanuela. Meglio di così non poteva andare. Inoltre ho deciso di farmi un bel regalo e quindi oggi pomeriggio me ne vado nel negozio di belle arti e mi compro blocchi, carboncino, pennelli e aquerelli e mi dedico all’arte, che ho lasciato da parte per troppo tempo. Avevopensato in un primo momento di andare al negozio di oggetti asiatici e regalrami una bella tazza da tè in porcellana, con disegni di rose e foglie. Non è detto che non esageri!!
Comunque oggi lavoro anche un pò, sono stata in banca e devo pagare l’affitto. Sto anche cercando un nuovo ufficio, che APS dividerà con un altra ONG, Movimondo. Sarà molto più grande e professionale e ci sarà una segretaria e sala meeting con lavagna luminosa. Spaziale! Questo però cuol dire che si lascia questo appartamentino dove tutto sommato mi ero anche trovata bene. Mi mancherà un pò il quartiere che è simpatico. Ma almeno conoscerò altre zone del Cairo.
Per oggi è tutto, vado a organizzarmi per i regali e la cena.
giovedì, febbraio 20, 2003
Pardon Pardon!!
Lo so che sono stata molto pigra ultimamente ma ora vi spiego. Prima di tutto sono stata una settimana in Italia, a sorpresa, in quanto non ne potevo più di stare male e avevo bisogno di coccole. Quindi mi sono recata dai miei divoti genitori che mi hanno trattata come al solito benissimo, nutrendomi e tenendomi riguardata tutto il tempo. Questo al posto della famosa crociera che all’ultimo minuto è saltata per mancanza di posti sull’aereo. Bischeri!! Ero in agenzia, un pò incazzata, ma mi ero portata il biglietto per l’Italia in quanto già subodoravo i meccanismi delle liste d’attesa egiziane. E quindi quando mi hanno confermato che non partivo mi sono fatta prenotare per Roma. In teoria per il giorno dopo invece ero talmente sfatta che lì per lì ho preso un taxi per l’aereoporto e, grazie al fatto che l’aereo era in ritardo di un’ora, ho preso quello del giorno stesso. La brava Gaia ha pensato a chiudere casa e io mi sono ritrovata così com’ero a casetta da mamma e papà. E dopo questo interludio di nuovo al Cairo dove ovviamente non c’è molto da fare sempre in attesa di permessi amministrativi. Si capisce perchè qui si vive dicendo inshalla...
Poi in questi giorni sono allietata dalla presenza di un consulente da APS, che è il figlio di una signora al ministero degli affari esteri, a cui hanno affidato una missione di dieci giorni raccogliere informazioni per un possibile nuovo progetto. E voi vi direte che sono io che dovrei fare queste cose... ma bisognava fare un favore a mammà e quindi eccolo qui, molto sperduto su cosa e come fare. Il primo giorno lo ha passato a fare le sue mail personale e oggi l’ho mandato in giro con altri progetti che già mi ha un pò esasperato. E rimane fino al 5 marzo!! Ieri sera lo vedo con i piedi sul tavolo e gli chiedo almeno di togliersi le scarpe. Lui mi fa che mi ha visto farlo a me e quindi pensava fosse ok. Solo che io in casa porto ciabatte e non le scarpe con cui vado fuori...
Ma che je devo dì? Se non lo strozzo prima del 5 sarà un miracolo.
Poi volevo dire che ho visto in dvd il film di spielberg con di caprio e non è malaccissimo. Ho cercato di vedere anche le due torri ma dopo la prima mezzora è saltato e adesso sono qui che mi chiedo come andrà a finire. Cioè lo so perchè ho letto il libro ma trovavo molto interessanti i cavalieri di Rohan.
E questo è tutto. Ah no, ho ricevuto un messaggio da Elena, chissà chi è, che mi chiede se si può venire al Cairo a marzo. Secondo me si, ma non vorrei che poi ci sono casini e mi si danno responsabilità. Il nostro ambasciatore ci ha assicurato che al momento non ci sono allarmi e se ci saranno ci faranno sapere. Secondo me leggete i giornali e saprete esattamente le stesse cose. Io comunque spero molto nella venuta a marzo della mia cuginetta favorita con prole. Inshalla!
Lo so che sono stata molto pigra ultimamente ma ora vi spiego. Prima di tutto sono stata una settimana in Italia, a sorpresa, in quanto non ne potevo più di stare male e avevo bisogno di coccole. Quindi mi sono recata dai miei divoti genitori che mi hanno trattata come al solito benissimo, nutrendomi e tenendomi riguardata tutto il tempo. Questo al posto della famosa crociera che all’ultimo minuto è saltata per mancanza di posti sull’aereo. Bischeri!! Ero in agenzia, un pò incazzata, ma mi ero portata il biglietto per l’Italia in quanto già subodoravo i meccanismi delle liste d’attesa egiziane. E quindi quando mi hanno confermato che non partivo mi sono fatta prenotare per Roma. In teoria per il giorno dopo invece ero talmente sfatta che lì per lì ho preso un taxi per l’aereoporto e, grazie al fatto che l’aereo era in ritardo di un’ora, ho preso quello del giorno stesso. La brava Gaia ha pensato a chiudere casa e io mi sono ritrovata così com’ero a casetta da mamma e papà. E dopo questo interludio di nuovo al Cairo dove ovviamente non c’è molto da fare sempre in attesa di permessi amministrativi. Si capisce perchè qui si vive dicendo inshalla...
Poi in questi giorni sono allietata dalla presenza di un consulente da APS, che è il figlio di una signora al ministero degli affari esteri, a cui hanno affidato una missione di dieci giorni raccogliere informazioni per un possibile nuovo progetto. E voi vi direte che sono io che dovrei fare queste cose... ma bisognava fare un favore a mammà e quindi eccolo qui, molto sperduto su cosa e come fare. Il primo giorno lo ha passato a fare le sue mail personale e oggi l’ho mandato in giro con altri progetti che già mi ha un pò esasperato. E rimane fino al 5 marzo!! Ieri sera lo vedo con i piedi sul tavolo e gli chiedo almeno di togliersi le scarpe. Lui mi fa che mi ha visto farlo a me e quindi pensava fosse ok. Solo che io in casa porto ciabatte e non le scarpe con cui vado fuori...
Ma che je devo dì? Se non lo strozzo prima del 5 sarà un miracolo.
Poi volevo dire che ho visto in dvd il film di spielberg con di caprio e non è malaccissimo. Ho cercato di vedere anche le due torri ma dopo la prima mezzora è saltato e adesso sono qui che mi chiedo come andrà a finire. Cioè lo so perchè ho letto il libro ma trovavo molto interessanti i cavalieri di Rohan.
E questo è tutto. Ah no, ho ricevuto un messaggio da Elena, chissà chi è, che mi chiede se si può venire al Cairo a marzo. Secondo me si, ma non vorrei che poi ci sono casini e mi si danno responsabilità. Il nostro ambasciatore ci ha assicurato che al momento non ci sono allarmi e se ci saranno ci faranno sapere. Secondo me leggete i giornali e saprete esattamente le stesse cose. Io comunque spero molto nella venuta a marzo della mia cuginetta favorita con prole. Inshalla!
sabato, febbraio 08, 2003
Mi rendo conto che è un pò che non scrivo ma prima ho incredibilmente lavorato qualche giorno e poi mi sono ammalata malamente e sono tre giorni che vago dolorante, non vi dico i particolari, e oggi sono andata dal dottore. In una bella clinica nella parte bella del mio quartiere dove mi hanno subito chiesto se ero delle UN e se pagavo cash. Rassicurati sul secondo punto mi hanno fatto visitare da un simpatico dottore vestito peraltro in berlusconiano doppiopetto blu. Poi analisi e ultrasuoni all’addome e perfortuna non è nient’altro che un ritorno di una cosa che già ho avuto e conosco e quindi giù medicine appropriate e adesso che è sera del terzo giorno sto già meglio e ho mangiato riso bianco e fette biscottate con marmellata. Bonne Maman alle albicocche, un classico.
Quindi niente paura, adesso mi rimetto in sesto e ritorno con le mie avventure. Tra l’altro settimana prossima dovrei essere in crociera sul lago Nasser e mi aspetto grandi cose tra cui la vista di Abu Simbel dal lago che spero proprio bella. Vi farò sapere.
Quindi niente paura, adesso mi rimetto in sesto e ritorno con le mie avventure. Tra l’altro settimana prossima dovrei essere in crociera sul lago Nasser e mi aspetto grandi cose tra cui la vista di Abu Simbel dal lago che spero proprio bella. Vi farò sapere.
martedì, gennaio 28, 2003
Son qui che controllo il sito e vedo dalle statistiche che le ricerche più strane su Google portano a me. Tipo le parole "sexy ukraini", che non capisco perchè, ma anche "pronto pizza cairo", più comprensibile. E poi vedo che siete numerosi a connettervi, anche se temo che la maggior parte siate sconosciuti e quindi sto seriamente pensando di togliere il mio numero di telefono, come mi consigliò Luca all'inizio. Lui si che è un esperto! Perfortuna finora ho avuto solo un paio di innocue e-mail e mai richieste di gigolò oltrecortina. Chissà forse tutti questi nuovi contatti sono dovuti alla mia nuovo foto che mi sembra proprio decente. Forse è meglio che rimetto quella vecchia e così chiudiamo il rubinetto.
Al momento sono a Sohag dove finalmente ho il telefono in casa e quindi posso bloggare tutte le sere. Non che pensi di farlo, ma quando mi va posso farlo e quindi eccomi a voi in una sera particolarmente non eccitante. Come vedete non vi do il numero di Sohag su queste pagine, ho imparato a proteggere la mia privacy!!
Vorrei particolarmente raccomandare a mio fratello di stampare queste preziose pagine per i miei genitori. Abbi pietà Betto, e dai qualcosa di interessante da leggere ai poveri vecchi!!
A tutti gli altri un abbraccio e ci vediamo a Pasqua sul Mar Rosso, appuntamento al Coralie di Dahab.
Al momento sono a Sohag dove finalmente ho il telefono in casa e quindi posso bloggare tutte le sere. Non che pensi di farlo, ma quando mi va posso farlo e quindi eccomi a voi in una sera particolarmente non eccitante. Come vedete non vi do il numero di Sohag su queste pagine, ho imparato a proteggere la mia privacy!!
Vorrei particolarmente raccomandare a mio fratello di stampare queste preziose pagine per i miei genitori. Abbi pietà Betto, e dai qualcosa di interessante da leggere ai poveri vecchi!!
A tutti gli altri un abbraccio e ci vediamo a Pasqua sul Mar Rosso, appuntamento al Coralie di Dahab.
giovedì, gennaio 23, 2003
Ieri è stata in assoluto la giornata in cui ho preso più taxi in vita mia. Ecccovi un resoconto minuto per minuto.
1° taxi, esco alle 9 per andare alla posta, ritiro pacco e lettera per Jessica.
2° taxi filo in cartoleria per comprare un flip chart, che sarà pronta in un paio d'ore. Dopodichè a piedi per 45 minuti, mi andava di camminare, vado da Paolo dove
3° taxi alle 11.30, fino al Ministero Affari Sociali a trovare il Manager Security Administration che ci dovrebbe dare un ultimo permesso per lavorare con le CDA. Pare che tutto sarà pronto per settimana prossima.
4° taxi ritorno in cartoleria dove la flip chart c'è ma costa ben 560 LE e quindi rinuncio per amore di economia.
5° taxi, torno a casa per pranzo. Crostini col formaggio e succo di pomodoro. E controllo e-mail solo roba di lavoro!
6° taxi, alle 15 la padrona di casa mi ricorda che ho promesso di portarla al duty free e quindi andiamo, purtroppo tutto il vino è finito e
7° taxi si torna a casa, dove mi faccio un pisolino fino
8° taxi alle 18 da Paola Piras a ritirare i documenti rimasti relativi al progetto pilota di Sohag che le erano stati affidati dalla precedente coordinatrice.
9° taxi a casa, poso i documenti e controllo la posta elettronica, solo roba di lavoro!
10° taxi alle 20 all’ultimo appuntamento della giornata con Sebastian “Bas” Auer, suona bene e lui è carino oltrechè esperto di micro-credito che è quello di cui il progetto ha bisogno. Perfortuna ci incontriamo in un bellissimo bar che fa ottimi snack e mi pappo degli ottimi spring rolls, se no svenivo.
11° taxi, previa telefonata a Gaia decidiamo di cenare all’Asiatique e quindi la passo a prendere, è sulla strada, e ci rechiamo in questo tempio del sushi dove mangiamo al banco e il cuoco entusiasmato dal nostro appetito ci regala un piattino di sushi gratis.
12° taxi finalmente a casa, verso le 23.00. A nanna prima di mezzanotte. Baci a tutti.
1° taxi, esco alle 9 per andare alla posta, ritiro pacco e lettera per Jessica.
2° taxi filo in cartoleria per comprare un flip chart, che sarà pronta in un paio d'ore. Dopodichè a piedi per 45 minuti, mi andava di camminare, vado da Paolo dove
3° taxi alle 11.30, fino al Ministero Affari Sociali a trovare il Manager Security Administration che ci dovrebbe dare un ultimo permesso per lavorare con le CDA. Pare che tutto sarà pronto per settimana prossima.
4° taxi ritorno in cartoleria dove la flip chart c'è ma costa ben 560 LE e quindi rinuncio per amore di economia.
5° taxi, torno a casa per pranzo. Crostini col formaggio e succo di pomodoro. E controllo e-mail solo roba di lavoro!
6° taxi, alle 15 la padrona di casa mi ricorda che ho promesso di portarla al duty free e quindi andiamo, purtroppo tutto il vino è finito e
7° taxi si torna a casa, dove mi faccio un pisolino fino
8° taxi alle 18 da Paola Piras a ritirare i documenti rimasti relativi al progetto pilota di Sohag che le erano stati affidati dalla precedente coordinatrice.
9° taxi a casa, poso i documenti e controllo la posta elettronica, solo roba di lavoro!
10° taxi alle 20 all’ultimo appuntamento della giornata con Sebastian “Bas” Auer, suona bene e lui è carino oltrechè esperto di micro-credito che è quello di cui il progetto ha bisogno. Perfortuna ci incontriamo in un bellissimo bar che fa ottimi snack e mi pappo degli ottimi spring rolls, se no svenivo.
11° taxi, previa telefonata a Gaia decidiamo di cenare all’Asiatique e quindi la passo a prendere, è sulla strada, e ci rechiamo in questo tempio del sushi dove mangiamo al banco e il cuoco entusiasmato dal nostro appetito ci regala un piattino di sushi gratis.
12° taxi finalmente a casa, verso le 23.00. A nanna prima di mezzanotte. Baci a tutti.
domenica, gennaio 19, 2003
Carissimi, prima di tutto un saluto alla graditissima venuta al mondo di Selim, figlio di Barbara e Karim, nato a Torino il 7 Gennaio 2003. A Torino! E dire che forse poteva nascere a Yaoundè o Windowek... effettivamente non si può scegliere dove nascere e poi vogliamo ammettere che Torino abbia i suoi lati positivi. Uno per tutti: il bicerin. E chi non sa cosa sia corra subito in un bar di Torino e poi mi faccia sapere. Vi accludo foto del piccolo Selim
Io sono al Cairo principalmente a riportare i reduci della missione per il loro ritorno in Italia. And not too soon....
Come al solito le missioni sono faticose e quindi oggi pomeriggio e domain mattina mi riprometto di riposarmi. Probabilmente non uscirò neanche per mangiare e mi farò portare a casa il solito sushi dove peraltro ho scoperto che fanno anche altri piatti squisiti come lo yakitori, spiedini di pollo, e quindi mi trovo in un dilemma: pesce crudo o pollo cotto? Facciamo tutti e due e non se ne parla più.
Per il lato positivo della missione voglio invece dire che abbiamo conosciuto il famoso Reggio Children, quella associazione di asili di reggio Emilia famosa in tutto il mondo, apparsa su stampa mondiale e ricoperta di lodi. Tutte meritate mi sembra in quanto in effetti hanno costruito un sistema di scuole che non solo sembra molto interessante dal punto di vista pedagogico ma sopratutto dal lato politico in quanto sono riusciti a mobilitare la città tutta per aiutare e sostenere e innovare queti asili. Compliments! Qui in Egitto non so bene come si potrà adattare questo sistemino ma diciamo che ci ha ispirato a includere nelle nostre formazioni una serie di workshop per la comunità e i genitori e si parla addirittura degli iman...
Pensando a cose più serie volevo farvi presente che ci sarà una lunga festa qui dal 10 febbraio in poi e penso proprio che o faccio un’altra crociera o si va direttamente al mare. Qualcuno si vuole unire? Vi giuro che è meglio della settimana bianca! La crociera sarebbe oramai la mia terza, ci fò un abbonamento! Ma è talmente rilassante e piacevole che la farei tutte le settimane.
Io sono al Cairo principalmente a riportare i reduci della missione per il loro ritorno in Italia. And not too soon....
Come al solito le missioni sono faticose e quindi oggi pomeriggio e domain mattina mi riprometto di riposarmi. Probabilmente non uscirò neanche per mangiare e mi farò portare a casa il solito sushi dove peraltro ho scoperto che fanno anche altri piatti squisiti come lo yakitori, spiedini di pollo, e quindi mi trovo in un dilemma: pesce crudo o pollo cotto? Facciamo tutti e due e non se ne parla più.
Per il lato positivo della missione voglio invece dire che abbiamo conosciuto il famoso Reggio Children, quella associazione di asili di reggio Emilia famosa in tutto il mondo, apparsa su stampa mondiale e ricoperta di lodi. Tutte meritate mi sembra in quanto in effetti hanno costruito un sistema di scuole che non solo sembra molto interessante dal punto di vista pedagogico ma sopratutto dal lato politico in quanto sono riusciti a mobilitare la città tutta per aiutare e sostenere e innovare queti asili. Compliments! Qui in Egitto non so bene come si potrà adattare questo sistemino ma diciamo che ci ha ispirato a includere nelle nostre formazioni una serie di workshop per la comunità e i genitori e si parla addirittura degli iman...
Pensando a cose più serie volevo farvi presente che ci sarà una lunga festa qui dal 10 febbraio in poi e penso proprio che o faccio un’altra crociera o si va direttamente al mare. Qualcuno si vuole unire? Vi giuro che è meglio della settimana bianca! La crociera sarebbe oramai la mia terza, ci fò un abbonamento! Ma è talmente rilassante e piacevole che la farei tutte le settimane.
martedì, gennaio 14, 2003
Oggi siccome io e Jessica siamo in convalescenza e ci dobbiamo riposare abbiamo pensato bene di andare al nuovo centro commerciale aperto sulla circonvallazione dall'altra parte della città. dovete capire che siamo state attratte dal nuovo Carrefour appena aperto, non si poteva resistere!! Dopo un lunghissimo viaggio in taxi con un autista che si è fermato a chiedere istruzioni a 4 persone e non ha capita nessuna siamo finalmente arrivati a questo centro spero nel deserto. Penso che un giorno sarà nel mezzo di una città ma al momento è tutto un riflesso di sole su sabbia chiarissima. Noi comunque siamo entrate e dopo una pausa ristoratrice in un bel caffè con aria cosmopolita ci siamo avventurate per i negozi del centro dove io ho subito comprato un maglioncino a lupetto rosso che mi sembra in simil-lana e quindi spero che mi riscaldi un pò. Poi subito ci siamo tuffate nel Carrefour dove in effetti abbiamo trovato meraviglie di ogni genere e ci siamo molto sfiziate con acquisti dalla casa alle piante ai cibi. In realtà volevo comprare anche di più ma tra la povertà di fine carta di credito e il pensiero del trasporto ci siamo limitate. Comunque cariche di tre bustone ci dirigiamo all'uscita dove ovviamente non si trova un taxi a peso d'oro. Si sperava in qualcuno che venisse in taxi e quindi noi lo avremmo ripreso ma qui tutti vengono con gigantesche land rover. Dopo aver vagato una mezzoretta tra le dune su tangenziali semideserte finalmente ci decidiamo a tornare al parcheggio sperando di impietosire qualcuno a portarci almeno fino alla città e quindi a un taxi. Perfortuna proprio in quel momento arriva un taxi che accetta di riportarci indietro fino a casa. Abbiamo comunque contrattato la cifra anche se poi abbiamo dato una lauta mancia in quanto anche il viaggio di ritorno è durato un'oretta. Al ritorno però siamo passate per la città vecchia e abbiamo visto il grande cimitero, la cittadella musulmana e tutti i quartieri vecchi della città. Molto rovinati ma molto suggestivi al tramonto. Adesso a casa tranquille e mettiamo a posto i nostri acquisti. Stasera a cena a casa di Paolo dove sua moglie Heba ci ha preparato una cena egiziana verace. Domani alle 7.30 in treno per Sohag. Alla prossima.
venerdì, gennaio 10, 2003
Mi ha rimandato un messaggio Eva, la ragazza che vuole stare col fidanzato egiziano. Dice che al cuore non si comanda. Come è vero!! Tante cavolate abbiamo fatto ma alla fine meglio piangere per il latte versato che per quello che non si è mai bevuto. Lascio però un ultimo consiglio da vecchia zia. Se proprio vuoi venire in Egitto, e lavoro ne trovi facilmente nel turismo o nelle organizzazioni internazionali, mi raccomando due cose: 1) non tagliare i ponti con l'Italia e rimani sempre in contatto in modo che se sei in qualche modo infelice puoi sempre tornare indietro; 2) informati benissimo sulle leggi egiziane riguardo a unioni di fatto, matrimoni e sopratutto figli, per non avere poi il problema dei bambini rapiti ecc. E poi ovviamente registrati all'ambasciata italiana e rimani sempre in contatto. La comunità italiana è grande e varia ed è importante non perdersi totalmente nella realtà egiziana che a volte può essere un pò faticosa. Detto questo di me non ho altro da dire. Sempre malaticcia, giaccio a casa da 4 giorni di noia mortale. Ho letto tutto il leggibile e anelo a compagnia e svago. Comunque oggi ho mangiato senza problemi e stasera tornano i miei compagnucci e quindi spero che una cena al koreano o al turco non sia lontana. Sursum corda.
martedì, gennaio 07, 2003
Sebbene malata non rinuncio a darvi mie notizie. Fondamentali!!
Qui tutto tranquillo con una missione di valutazione da Torino con cui abbiamo fatto fino a 4 appuntamenti al giorno, cosa per il Cairo non facilissima, spostandoci da un lato a l’altro della città con colossali pagamenti ai tassisti per andare in quartieri delbré e lontanissimi dove ovviamente da brave ONG italiane vorremo eventualmente lavorare. Viste cliniche e asili e capre e spazzatura, tutto comunque interessante. La missione si ferma fino al 12 ma il 13 ne arriva subito un’altra, questa volta più operativa, da Reggio e dai suoi famosi asili. Una consulenza per aiutarci a innalzare il livello degli asili nelle nostre CDA. Sohag come Reggio!!
In tutto questo io vengo presa da improvvisa nausea e spossatezza e finisco a letto dove sono oramai il secondo giorno e non ne posso più! Spero domani di poter raggiungere il resto della squasra a Sohag dove il primo obiettivo è di rivedere Topo, che mi manca moltissimo!!
Una nota: ho ricevuto un messagio da una ragazza italiana che vuole venire a lavorare in Egitto per unirsi al suo innamorato egiziano e vuole consigli. Io non posso rispondere a messaggi con la mia scheda telefonica e quindi scrivo qui qualche riga, il mio primissimo consiglio è: ci ripensi!! Siccome però penso che sia una giovane sprovveduta temo che non c’è niente da fare e si andrà a mettere in un guaio. Ma ognuno si fa i suoi guai e si deve sopportare le conseguenze. Questa storia dei matrimoni misti basati su una totale mancanza di cultura reciproca mi sta spazientendo e mi rifiuto di mettere dito tra moglie e marito. D’altra parte potrà interessarvi che come fenomeno di cultura è in grande espanzione in Egitto dove le turiste dopo una settimana a Sharm El Sheik vengono convinte a sposare individui che a casa loro non guarderebbero nemmeno con un binocolo. Il consolato è subissato da richieste improbabili e destinate per la maggior parte a finire malissimo. Insomma sono la solita cinica pessimista in tutto quello che riguarda le relazioni maritali..... ottimista per tutto il resto!!
Qui tutto tranquillo con una missione di valutazione da Torino con cui abbiamo fatto fino a 4 appuntamenti al giorno, cosa per il Cairo non facilissima, spostandoci da un lato a l’altro della città con colossali pagamenti ai tassisti per andare in quartieri delbré e lontanissimi dove ovviamente da brave ONG italiane vorremo eventualmente lavorare. Viste cliniche e asili e capre e spazzatura, tutto comunque interessante. La missione si ferma fino al 12 ma il 13 ne arriva subito un’altra, questa volta più operativa, da Reggio e dai suoi famosi asili. Una consulenza per aiutarci a innalzare il livello degli asili nelle nostre CDA. Sohag come Reggio!!
In tutto questo io vengo presa da improvvisa nausea e spossatezza e finisco a letto dove sono oramai il secondo giorno e non ne posso più! Spero domani di poter raggiungere il resto della squasra a Sohag dove il primo obiettivo è di rivedere Topo, che mi manca moltissimo!!
Una nota: ho ricevuto un messagio da una ragazza italiana che vuole venire a lavorare in Egitto per unirsi al suo innamorato egiziano e vuole consigli. Io non posso rispondere a messaggi con la mia scheda telefonica e quindi scrivo qui qualche riga, il mio primissimo consiglio è: ci ripensi!! Siccome però penso che sia una giovane sprovveduta temo che non c’è niente da fare e si andrà a mettere in un guaio. Ma ognuno si fa i suoi guai e si deve sopportare le conseguenze. Questa storia dei matrimoni misti basati su una totale mancanza di cultura reciproca mi sta spazientendo e mi rifiuto di mettere dito tra moglie e marito. D’altra parte potrà interessarvi che come fenomeno di cultura è in grande espanzione in Egitto dove le turiste dopo una settimana a Sharm El Sheik vengono convinte a sposare individui che a casa loro non guarderebbero nemmeno con un binocolo. Il consolato è subissato da richieste improbabili e destinate per la maggior parte a finire malissimo. Insomma sono la solita cinica pessimista in tutto quello che riguarda le relazioni maritali..... ottimista per tutto il resto!!
venerdì, gennaio 03, 2003
Et voilà! Abbiamo fatto anche questa crociera sul Nilo. Vai con calessini, templi innumerevoli, fregature per i turisti e ristoranti buoni e cattivi. Insomma tutto il pacchetto con grande divertimento per tutti. La nostra nave si chiamava Helios ed era popolata principalmente di Olandesi e Belgi. Il Capodanno è stato tra il buffo e il patetico con un DJ basso e chiatto con baffetto che metteva musica delirante e i vari europei o ubriachi e caciaroni o gelidi e snobboni. Noi siamo andati a letto relativamente presto e abbiamo evitato lo show di belly dancing. Non volevamo che Giulio si impressionasse troppo. Ma a parte questa caduta di tono il resto della crociera è stato molto piacevole e io in particolare ho colto l'occasione di dormire come un ghiro e lasciare che gli altri si svegliassero all'alba per visitare templi di tutti i tipi. Quelli che ho visitato io erano spettacolosi e da soli valgono il viaggio. Da bravi turisti siamo poi stati spelati da vari tassisti, negozianti e persino da un bambino in mezzo alla strada che ci ha fatto un giochetto delle tre carte per cambiare i suoi euro in lire egiziane. Noi pensavamo di fargli un favore e invece ci siamo cascati come polli. Dovevamo fregarcene e ciccia! Stanotte ritorno in treno con arrivo alla stazione alle 6.30 e quindi io a letto tranquilla a recuperare mentre Giulio e Guido si sono fiondati in albergo per una doccia veloce e poi di nuovo fuori per altre visite. Instancabili!! Oggi dovrebbero fare il Villaggio Egiziano dove fanno dimostrazioni del processo di mummificazione....
Un bacione a tutti, io domani ricomincio a lavorare e temo che le mie cronache saranno meno giulive. Si torna a lavurer!! Come farò? Mi sono totalmente disabituata! Bacioni.
Un bacione a tutti, io domani ricomincio a lavorare e temo che le mie cronache saranno meno giulive. Si torna a lavurer!! Come farò? Mi sono totalmente disabituata! Bacioni.
domenica, dicembre 29, 2002
Mi spiace ma non ho neanche una foto di Guido e Giulio in camello alle piramidi! In teoria anche io dovevo essere sul cammello ma mi è bastato salirci quando era seduto per ridiscendere immediatamente. Già così è altissimo e quando si alza si è praticamente a 4 metri da terra!! Giammai, sono scesa immediatamente e ho seguito i nostri due Indiana Johnes in calessino, come si confà a una signora. Giro delle Piramidi breve perfortuna e poi lunga pausa al bar con vista piramidi piacevolissima, benvendo te alla menta mentre Guido e Giulio imperterriti entravano nella grande piramide. Al loro ritorno Guido ha ammesso che all'ultimo momento è stato preso da attacco di panico claustrofobico e quindi Giulio da solo ha affrontato le avventure della grande piramide che si sono rivelate: un corridoio in discesa, un corridoio in salita e una camera spoglia. Poco da vedere ma l'emozione di sapere di essere "dentro".
Ieri gita in auto massacrante a un'oasi del deserto, Fayoum, che si è rivelata però noiosissima... poco deserto e molta città, in quanto l'oasi è sviluppatissima. Oggi Museo e Mummie e stasera si parte in treno notturno per Aswan per imbarcarsi domani sulla motonave Helios, 4 stelle, per tre giorni di crociera...
Alle prossime avventure, baci a tutti, anche quelli sotto la neve!!
Ieri gita in auto massacrante a un'oasi del deserto, Fayoum, che si è rivelata però noiosissima... poco deserto e molta città, in quanto l'oasi è sviluppatissima. Oggi Museo e Mummie e stasera si parte in treno notturno per Aswan per imbarcarsi domani sulla motonave Helios, 4 stelle, per tre giorni di crociera...
Alle prossime avventure, baci a tutti, anche quelli sotto la neve!!
mercoledì, dicembre 25, 2002
Carissimi, l’altro giorno grandi acquisti di tappeti e tende nella speranza di diminuire il gelo della casa. Devo dire che fa differenza poggiare i piedi su un morbido tappeto invece che sul pavimento gelato. E dire che mi ero comunque portata le pantofole di pelo!! Per le tende abbiamo comprato il materiale ma bisogna farlo cucire e montare e quindi credo che la cosa prenderà il suo tempo. In camera mia ho appeso come tenda un suzani preso a Istanbul ma di origine uzbeka e visto poi infatti a Bukara in diverse variazioni. Il mio è bello pesantone in toni verdi-viola e devo dire fa una tenda etnica di grande efficacia. Insieme alla solita coperta di peluche e alla stufetta elettrica che va ininterrottamente devo dire che rende la mia stanza vivibile. Nelle serate in cui sono al computer di fronte alla mia bella terrazzina, da cui spira un vento gelido, mi sono attrezzata con un simpatico poncho derivato da una coperata di pile portata dall’Italia a cui ho fatto un bel buco in mezzo e devo dire che funziona!!
Adesso sono al Cairo e domani vado a prendere Guido e Giulio in aereoporto. Ho prenotato una crociera proprio oggi. Staremo qualche giorno al Cairo per soliti giri turistici e poi prenderemo un treno notturno con ottime cuccette per Aswan dove dovremmo inbarcarci il 30. Ciò è quello che mi dice l’agenzia... vi farò sapere.
Adesso sono al Cairo e domani vado a prendere Guido e Giulio in aereoporto. Ho prenotato una crociera proprio oggi. Staremo qualche giorno al Cairo per soliti giri turistici e poi prenderemo un treno notturno con ottime cuccette per Aswan dove dovremmo inbarcarci il 30. Ciò è quello che mi dice l’agenzia... vi farò sapere.
venerdì, dicembre 20, 2002
Continuo con avventure nel freddo, tipo passaggio a Nord Ovest.... Stanotte, sotto il piumino e la coperta moquette, e indossando canotta di lana e pigiama di pile, mi sono svegliata comunque verso le 4 con un freddino insistente e con la gola impantanata. Ho aggiunto la sciarpa di lana, quella fatta dalle suore e bella spessa, e mi sono sentita un pò meglio. Per un attimo avevo anche pensato di partire oggi per Sohag ma poi mi sono detta che era meglio se mi stavo quieta, as usual, e ho continuato a dormicchiare nel gelo della mia stanza. Qui oramai il sole è girato e non entra più in cas a riscaldarla e quindi la temperatura, tranne forse da mezzogiorno alle due, è polare. La coperta moquette a cui accennavo è una meraigliosa copertona rosa di peluche che a vedersi può sembrare caldissima ma in realtà è tutto sintentico e sebbene un pò di caldo lo faccia non è proprio eccelsa. A vedersi però fa un effettone e ricopre il letto proprio come una moquettona. Il mio pigiamino di pile, pagato carissimo a Zamalek, è rosa con un disegno di pinguini bianchi e neri con becco giallo, molto appropriato. Il piumino non è proprio di piume, credo di sinteticone anche lui, a fiorellini tutti rosa. Dormo in una bomboniera. Gelata ma graziosa. Baci
giovedì, dicembre 19, 2002
Di nuovo al Cairo con un freddo becco che cerco di arginare mettendomi sotto le coperte e facendomi un cup-a-noodle bollente!! Ricomincerò presto con le mie avventure ma al momento non ho aneddoti interessanti. Dopodomani vado a Sohag che devo assolutamente firmare degli assegni per fare andare avanti la baracca. Baci a tutti
lunedì, dicembre 09, 2002
domenica, dicembre 01, 2002
Carissimi, visto che ho internet a casa non ho più scuse per non bloggare tutti i giorni. Tutti i giorni? vi chiederete voi... ma non è un pò troppo!?!? Si, capisco, e quindi scrivo solo per dire che col fatto che sarò in Italia tra tre giorni, TRE GIORNI!!!, a questo punto a meno che non succeda qualcosa di incredibile mi sa che non scrivo più. Quindi vi saluto tutti fino al 20 Dicembre quando tornerò al Cairo e vi potrò quindi scrivere del mio natale egiziano con capodanno annesso.
Vi lascio con una poetica immagine del panorama dalla finestra della mia terrazza. Quel giorno c'era un bellissimo arcobaleno ma in foto non è venuto... spero che vi piaccia lo stesso. Saludos....................
Vi lascio con una poetica immagine del panorama dalla finestra della mia terrazza. Quel giorno c'era un bellissimo arcobaleno ma in foto non è venuto... spero che vi piaccia lo stesso. Saludos....................
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