Monday, March 10, 2003

Finalmente è tornato il caldo. Non siamo ancora proprio caldissimi ma si sta molto meglio. Sopratutto la notte non si è più costretti a gelare sotto cumuli di coperte. Per festeggiare la primavera me ne sono andata a Luxor con Gaia e Emanuela e devo dire che è stato proprio un gran bel weekendino. Siamo partite all’alba di venerdi e siamo arrivate allo Sheraton alle 10, in tempo per una lautissima colazione. Poi ci siamo messe in piscina dove ci siamo bruciate al sole come delle cucuzze e poi via a dormire il pomeriggio come ciocchi. Serata al mercato, con acquisto di due tovaglie damascate, e al tempio di Luxor che è spettacoloso anche la sera. Al ritorno all’albergo prendiamo un calesse per fare una cosa romantica ma invece becchiamo un cavallo timido che si ferma a ogni auto e quindi il tragitto diventa lunghissimo. Ma non importa perchè si vedevano in cielo orione e lo scorpione e cassiopea in modo meraviglioso. Poi cena indiana ottima e di nuovo a letto a ronfare. Il mattino dopo la brava Gaia si è fatta un giro alla valle dei re mentre io e Manu ci riposavamo ulteriormente sulla terrazza dell’albergo che da sul Nilo e ha un panorama rilassantissimo. Quando è tornata Gaia siamo andate a pranzo da Ali Baba, graziosissima terrazza davanti al tempio di Luxor e abbiamo mangiato modestamente ma bene. Alle 4 io mi faccio portare alla stazione e prendo un trenino di seconda classe per Sohag. Efficentissimo, arrivo a casa alle 8. Qui a Sohag solita morte civile. La mia gatta era sparita da qualche giorno ma perfortuna è tornata ieri notte, facendomi alzare al buio. Ma non ho resistito appena ho sentito il suo miagolio notturno. Adesso come al solito sembra Attila in campagna di conquista, preferibilmente del tavolo dove io lavoro e mangio. La povera Jessica non ne può più e quindi me la porterò al Cairo e cerchero di tenerla il più possibile in città. L’unica cosa positiva di Sohag è la tv satellitare dove oggi ho visto i soliti video musicali, mio unico svago. Consiglio il bellissimo shape, delle sugarbabes.

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