Sunday, July 28, 2002

Eccomi di nuovo quasi in partenza per Sohag. Stasera ultima cena con take away cinese e domani in stazione alle 7 per vedere se trovo un biglietto o se viaggio in piedi. In realtà poi non si viaggia mai in piedi in quanto il treno è pieno alla partenza ma dopo un'ora c'è la prima grossa fermata, a Beni Suef, e un sacco di gente scende. Da li in poi è tutto un scendere e salire e il massimo che mi può capitare è che devo cambiare posto perchè arriva uno con la prenotazione. Ma mi consolo con l'ottimo servizio, vassoio breakfast, te caldo e bibite fredde, e con un'aria condizionata che rende il tutto molto più sopportabile. Oggi mi sono sfiancata per recuperare un pacco spedito da Papa' con libri e dvd. Finalmente è arrivato ma non recapitato a casa e quindi sono dovuta andare a prenderlo all'ufficio centrale di Dokki, qui vicino. Però non sapevo l'indirizzo e le spiegazioni tra tassisti e passanti sono state approssimative e quindi ho scarpinato per mezzora sotto un sole cocente. Stavo a sveni'! Come forse sapete questa zono è preda di una "heat wave" e si more di caldo. In casa riesco a mantenere i 33° ma fuori si va dai 38 in su. La notte si dorme con i ventilatori a palla. E in queste notti anche con i tappi per le orecchie visto che hanno cominciato dei lavori di costruzione nel plot vicino e ovviamente lavorano la notte dalle 22 in poi.
E quindi per adesso è tutto. Da domani non so bene quando potrò fare un'altra bloggata ma spero presto di darvi notizie e del lavoro, che è interessantissimo con una ricerca inziale in tutte le comunità dove lavoreremo, sia dei miei viaggi per antichità locali. In realtà mi conosco e c'è una buona probabilità che il weekend lo passo tra il letto e il divano ma siccome ho pochi libri non dispero di dover trovare altro da fare e quindi spingermi per ruine. Un saluto a tutti, continuate a mandare messaggi che li trovo sempre.

Friday, July 26, 2002

Mi spiace ma per il momento da Sohag proprio non riesco a bloggare. Un collegamento internet c'è negli uffici della ong nostra partner locale, ma funziona veramente troppo lentamente e a stento riesco a fare l'e-mail. Adesso sono al Cairo per motivi di banca, ho aperto un conto a Sohag e devo fare un versamento e quindi devo venire apposta. Spero di poter arrangiare per fare dei versamenti automaticamente senza venire al Cairo ogni volta. Perchè la verità è che una volta che mi stabilisco liggiù sarà difficile poi muovermi. Si viene presi dal ritmo lentissimo del Nilo e dei suoi prossimi abitanti e se veramente ci si dedica molto forse si riesca a non perdere tutto il giorno tra attese e meeting lunghissimi e inutili. Inoltre al momento siamo sempre sotto scorta di polizia e quindi ulteriormente ritardati dai vari poliziotti che si devono dare il cambio e avvertirsi via radio di dove andiamo e quando torniamo. Molto poco James Bond e molto più Stanlio e Ollio, sopratutto per la stazza dei polizziotti che non ha mezze misure o cicci coi baffi o magrolini, ma sempre con radiolina e pistoloni. Una farsa di Far West. La prossima volta che vado giù la mia prima preoccupazione sarà di andare al comandi di polizia e ringraziarli gratamente per la loro protezione ma forse d'ora in poi non ne avremo più bisogno no? Speriamo bene.
Per il resto non sono proprio vicinissima all'Osiereion, è a circa 50 km da Sohag, ad Abydos, ma sto decisamente pensando di inserirlo in una gita di weekend. In particolare volevo andare anche a Luxor, sito archeologico per eccellenza. Pare che il caldo anormale di questi giorni, 46°, si stia attenuando a già ad Agosto dovrebbe essere meglio. Se proprio non si può uscire mi godrò la vista del Nilo dalla mia terrazza. Proprio oggi prima di partire abbiamo fatto il primo trasloco nella nuova casa e io e jessica dovremmo stabilirci li lunedi o martedi. Insomma niente più albergo e cimici ma brezza di fiume e cieli stellati!! E sopratutto basta mangiare al ristorante della polizia ma d'ora in poi sane zuppe casalinghe e piatti di pasta, che perfirtuna si trova anche qui. Per oggi basta ma prometto che ora che sono al Cairo questi tre giorni cerco di scrivervi tutti i giorni. Baci

Friday, July 19, 2002

Et voilà!! Ho messo anche il Giappone la sera prima di partire per Sohag. Domani 7 ore di treno verso il sud, l'Alto Egitto, costeggiando canali e una striscia di verde coltivato molto bella. Ovunque asini e contadini in galabya. A vedersi dal treno bellissimo, sotto il sole immagino una pena. Noi in treno con aria condizionata e un efficentissimo servizio al posto con te caldo, bibite fredde e persino un vassoietto di colazione niente male, decisamente commestibile.
Mi dispiace ma per un pò niente entrate nuove. lasciatemi pure messaggi sul tag e comunque l'e-mail rimane sempre. Baci.
Sto cercando di inserire degli album fotografici che ho preparato per Turchia e Uzbekistan. Li ho messi qui sopra nella testata così rimangono a disposizione degli appassionati. A dir la verità le foto non sono eccelse... quindi vedete voi se ne vale la pena.....
Però tra poco faccio anche quello del Giappone e crdo che sarà un pò meglio.
Badate che forse sono un pò lunghi a caricarsi perchè ci sono una ventina di foto ciascuno, ma sono piccole.....

Tuesday, July 16, 2002

Una breve entrata per dirvi di evitare Pizza Hut. Lo so che avrei dovuto saperlo e evitarla anche io ma anche i migliori sbagliano, a volte. E' che il nostro pizzaiolo usuale, Pronto Pizza, oggi è chiuso e quindi ho chiamato Pizza Hut. Avevo ordinato la pizza a crosta fine sperando che non fosse pessima ma sebbene a mangiarla fosse quasi passabile adesso ho una mappazza sullo stomaco e farò ricorso a una coca. La prossima volta se proprio non trovo i pizzaiolo di fiducia piuttosto ordino cinese.

Sunday, July 14, 2002

Sono appena andata a prenotare un albergo per la ricercatrice che arriva il 16, Gilda. Diciamo che sui nomi tra Gilda e Jessica io mi sento un pò spenta. Comunque è un decente albergo proprio vicino la casa-ufficio al Cairo, infatti costa ben 50$ a notte ma ha tutte le amenità del caso. Se si vuole rimanere in zona e avere una cosa decente il prezzo è questo. Alberghi più economici esistono ma non in zona, inoltre con questo caldo è assolutamente necessario avere l'air/con. Io non ce l'ho ma mi sto abituando, a fatica. Si comincia la mattina con 30° all'ombra e via così sperando nel rinfresco serale, cioè di nuovo 30°. La notte si soffre un pò e ho incominciato a dormire in mutande e con porte e finestre aperte sperando nella brezza notturna. Ma la Gilda arriva con una figlia di sei mesi e quindi non voglio che abbia un impatto troppo forte. A Sohag fa piu caldo ma tutto sommato l'aria è molto secca e si soffre un pò meno, e poi la notte rinfresca di più. Mi sonos cordata di fare una foto alla casa ma prometto che appena posso vi mando qualche immagine. Il problema è che a Sohag la connessione internet al momento è molto scadente e quindi non riesco a passare quell'oretta quotidiana che mi serve per sbrigare la posta e il blog. Spero che una volta con la casa mi organizzerò un pò meglio.

Friday, July 12, 2002

Ieri sera tornata esausta da Sohag ho provato a scrivere due righe ma il blog non le ha prese e quindi riprovo oggi. Volevo solo farvi sapere che anche se in coma ci tengo a darvi mie notizie. In questo caso poi sono ottime in quanto ho trovato finalmente casa in quel di Sohag. Ha una bella sala da pranzo, che da su una terrazza, che da sul giardino, che da sul Nilo.....
A Sohag la casa è importante perchè mi sa che ci passeremo un sacco di tempo. In questi 4 giorni passavo dall'ufficio all'albergo e l'unica sosta di relax era il ristorante della polizia che offre solo kebab di montone, perfortuna contornati da ottime patatine fritte. La località è amena, sullo stesso lungoNilo dove siamo noi e la nostra scorta di polizia si trova a suo agio. Questa volta la scorta è stata meno presente e a volte, mentre facevamo compere per la casa, addirittura ci hanno lasciato soli. Sono comunque presenti mentre facciamo il contratto della casa e sanno dove abitiamo, quanto paghiamo, che mobili avremo, ecc. Se tutto questo controllo vi spaventa vediamo anche il lato positivo: non esiste crimine. Di nessun tipo!! Non esiste che ti rubino, per strada o in casa, o che ti assalgano o malmenino o altro. Con tutto il dibattito sicurezza/libertà uno ci riflette un pò su questi risultati.
Comunque a parte queste riflessioni sociali ci tenevo a dirvi della casa visto che spero di avervi ospiti. Guardando la foto in notturna è proprio lì dove comincia la piccola curva a metà Egitto.

Siete tutti invitati!!!

Monday, July 08, 2002

Come potete vedere ho avuto un problema a metter su la foto e adesso non riesco più ad accedere e quindi rimane così. La foto provo a metterla qui.

Milagro!!! Funziona!!! Allora, per la foto quissù, leggete l'entrata quiggiù. Cià cià.
Per l’ultima volta vi parlo del pulmino e per dirvi che finalmente stamattina ci hanno dato l’agognata targa e stasera il pulmino è partito per Sohag dove noi lo raggiungiamo domani in treno. Noi andiamo in treno se no sulla strada dobbiamo avere una scorta armata di polizia e questo non ci è proprio gradito. La scorta è perchè andando vero sud si passano le rocaforti islamiche, quelle del massacro di Luxor tanto per intenderci, e la polizia non vuole che gli stranieri corrano rischi. Oggi come oggi il pericolo è quasi nullo ma l’abitudine della scorta è rimasta. Tra l’altro anche appena arriviamo a Sohag in treno veniamo subito individuati e una scorta ci accompagna all’albergo e poi resta con noi per tutto il nostro soggiorno. A volte è un solo militare, a volte due camionette piene... è che i poverini non hanno altro da fare e quindi passano il tempo con gli stranieri così almeno si divertono anche un pò.
Per commemorare questa giornata ho fatto una foto con il nostro autista, Hani, e il volontario Paolo e me davanti al mitico pulmino. Ecco quindi qui sotto la “targa commemorativa”

Friday, July 05, 2002

L'altra sera eravamo nel giardino del Marriott, luogo di incontri per eccellenza, e abbiamo infatti incontrato degli amici che dovevano incontrarne altri... e così via. Alla fine eravamo al tavolo, io e Jessica, con: Paola, volontaria delle Nazioni Unite che lavora per il Poverty Alleviation Program della Cooperazione Italiana; Paolo, che lavora per l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di industrie (non mi ricordo la sigla); Paolo, imprenditore padovano di celle frigorifere industriali per orto-frutta e nonno di due nipoti e grande raccontatore di barzellette; un gruppo di altri 6 imprenditori padovani, due donne, nomi svariati, che si occupano di frigo o altro per la filiera orto-frutticola, tutti grandi barzellettari. Due di loro erano malati per aver mangiato una sera prima una tajine (piatto marocchino). Io quella sera avevo giusto mangiato una tajine couscous e mi sono un attimo inquietata, ma posso dirvi che sto benissimo. Altra tempra. Degli altri, il nonno era reduce da una visita ad Alessandria dove a 20 km prima di arrivare nella città aveva visitato un macello di polli, non a norma cee, e poi era tornato indietro. Il resto era stato tutto il giorno ai mercati generali orto-frutta dove avevano visitato le facilities e avevano ricevuto in regalo cassette di uva, manghi, banane e quant'altro. L'allegra brigata ci ha raccontato un sacco di barzellette e devo dire che qualche risata ce la siamo fatta veramente. Alcuni erano per la prima volta in Egitto ma comunque grandi viaggiatori nel mondo per vendite di frigo industriali ecc. Gli imprenditori del nord-est esistono davvero! Io ho mangiato un ottimo gelato cioccolato e pistacchio che posso cinsigliarvi senza riserve, anche da un punto di vista igienico in quanto il Marriott in questo senso è un luogo sicuro. Ci hanno invece detto che le stanze non sono un gran che, molto standard e senza amenities. Insomma la cosa migliore è il giardino che si può godere come ospiti. Per le stanze migliori si va allo Sheraton, me ne ricorderò quando verrete a trovarmi.........

Wednesday, July 03, 2002

Vita da bar. Una cosa che non vi ho detto in questi giorni di perdite di tempo dietro al pulmino è che spesso dovendo aspettare ore ci mettiamo a uno dei baretti davanti alla motorizzazione e ci prendiamo svariati tè in attesa del ritorno dell’autista. By the way, anche oggi niente targa, mancava un pezzo di assicurazione che coprisse tutti e 14 i passeggeri. Comunque anche oggi sosta al bar dove alla fine storditi dalla noia ci siamo messi a fare foto della famiglia del proprietario e abbiamo creato un pò di vivacità nella smorta clientela. Quindi in via del tutto eccezionale potete sorbirvi qualche foto veramente di pregio, spero che la qualità sia accettabile. Volevo metterne 5 o 6 ma ho visto che poi è impossibile aprire il sito e quindi ve le centellinerò nel tempo.
Cominciamo con una panoramica della signora che prepara i tè, sempre davanti al fornello e il marito al baracchino.

Poi una bella immagine delle due sorelline, 8 anni, Aysha e 12 anni, Mona.

Poi un terzetto con il fratello grande, il garzone del bar e un distinto cliente. Il pulmino giallo dietro di loro non è il nostro.

Vedo che ce ne antrano ancora e aggiungo una panoramica del caffè all'aperto

e una foto del garzone vicino ai fornelli delle shishe


E così abbiamo passato una mattinata tutto sommato piacevole e in buona compagnia. Jessica con il suo arabo ha fatto furore e ha parlato a lungo con le sorelline che sono sveglie e simpatiche. Domani torniamo con l’amministratrice dell’Ambasciata che non ne può più di vederci li tutte le mattine e ha deciso di risolvere lei la cosa una volta per tutte.

Tuesday, July 02, 2002

Ho passato altre tre giorni persa dietro al pulmino e quindi se anche voi ne avete abbastanza di sto pulmino non continuate a leggere! Il primo giorno siamo stati in ambasciata dalle 9 alle 13 per avere una lettera, richiesta dalla motorizzazione, che certificasse il mio appartenere alla cooperazione italiana. Siamo stati io Jessica e Paolo seduti nell’ingresso della cooperazione per tutto questo tempo seguendo l’andare e venire di varia umanità con incluso un episodio di incazzamento di una funzionaria che licenziava lì per lì un’autista chiamato per aiutarci ma che si rifiutava di venire con noi in motorizzazione. Così ci siamo sentiti pure in colpa!! A inizio mattinata eravamo tutti gasati per la prospettiva di prendere sta lettera e andare in motorizzazione a prendere la targa e tornare vincitori e targati in serata. Verso le 13 eravamo abbattutissimi e cotti. Siccome l’ufficio chiude alle 14 la prima giornata si è chiusa con la lettera. Il secondo giorno siamo stati alla motorizzazione dalle 9 alle 13,30 e siamo riusciti ad avere il numero di targa, ma non la targa. Non era vero che ve l’avevano già dato prima, era un altro numero. Oggi torniamo fiduciosi per la targa e un rozzissimo funzionario comincia a chiederci una serie di documenti assolutamente non necessari giusto per crearci problemi e fare il gradasso con le “donne bianche”, sue testuali parole. Ripartiamo all’ambasciata dove ci dicono di preparare i documenti richiesti e loro ci aggiungono una serie di raccomandazioni per il capo della motorizzazione che dovrebbero consentirci di ritirare finalmente l’agognata targa. La prospettiva è quella di ripartire domani alla motorizzazione e passarci probabilmente altre 4 ore. Noi donne bianche non vaghiamo per gli uffici ma attendiamo nel cortile dove c’è una lunghissima panchina dove se siamo fortunate troviamo posto. Nessuno si azzarda a offrire un posto. Lontani gli ossequi dell’Asia o anche dell’Africa sub-sahariana, qui siamo considerate poco di buono in quanto bianche, non accompagnate e sopratutto non vestite a modo, cioè non velate. Questo ufficio consiste di questo cortiletto, con una sua grazia per dei begli alberi che lo ombreggiano, e una fila di sportelli e uffici a cui premono multitudini maschili intabbarrate dalle galabya di vari colori ma preferibilmente grigiastre e azzurrine. Da un pò l’idea di un reparto psichiatrico con i degenti in pigiama! Si credono tutti proprietari di un’auto.
Un poco meglio sono andati i pomeriggi dove, non paga delle mattinate estenuanti, mi dedicavo a riunioni di progetti, sia per questo in corso che per possibili nuovi. I nuovi sono uno per produrre materiale didattico originale per bambini 0-6 anni e l’altro per integrare un progetto di sviluppo infantile già in corso da tempo. Visto che la cooperazione italiana in Egitto è ricca mi pare giusto che ne approfittiamo anche noi.
A fine giornata oggi l’autista, venuto apposta da Sohag per prendere l’auto, era talmente demoralizzato che mi ha chiesto se poteva tornare giù e poi venire a prendere l’auto quando c’era già la targa. Non ne può più del casino, della città tentacolare e sconosciuta, delle abitudini metropolitane che lo perplimono. Jo Condor!! Mica me la zuco da sola sta trafila della targa. Gli ho detto che deve restare fino all’ultimo, sua mamma può aspettare.